Rapinese presenta la mozione di sfiducia al sindaco

Conferenza stampa mozione di sfiducia al sindaco Mario Landriscina. In foto da sinistra Alessandro Rapinese, Fulvio Anzaldo e Paolo Martinelli

Rapinese suona la carica contro il sindaco Landriscina. Dopo la parentesi “buonista” con la sua lista schierata insieme alla maggioranza per votare il nuovo regolamento di polizia locale e le disposizioni sull’occupazione del suolo pubblico, adesso si torna sulle barricate.
E Rapinese lo fa a modo suo, presentando una mozione di sfiducia indirizzata al primo cittadino senza concessioni di alcun tipo. Porte aperte, naturalmente, a chi la vorrà firmare o anche a chi vorrà proporre delle modifiche per migliorarla ma nessun accordo o patto segreto.
Prendere o lasciare dunque. Insieme ai compagni di lista Fulvio Anzaldo e Paolo Martinelli, questa mattina ha così presentato il documento che «servirà finalmente a liberare la città dalla paralisi amministrativa in cui ci troviamo con una maggioranza sempre più spaccata», ha detto Rapinese.
Lunedì la mozione verrà depositata in segreteria e sarà a disposizione degli interessati, di qualunque schieramento politico. Solo con 13 firme però il documento potrà prendere la via della discussione in consiglio comunale e i conti sono presto fatti: come noto solo con parte dei voti di Forza Italia – oltre alle minoranza – si otterrebbe ampiamente il risultato a cui punta Rapinese.
«Mi chiedo cosa vogliano fare i forzisti? Non sono più d’accordo su nulla. Dalla Ticosa al non voto sul bilancio consolidato di pochi giorni fa. Abbiano coraggio di fare questo passo altrimenti stiano zitti fino alla fine del mandato e non continuino a recriminare», dicono gli esponenti della lista.
Un messaggio diretto, come nello stile di Rapinese che rincara la dose. «Non abbiamo avuto contatti con altri esponenti politici. Qui c’è il testo che se interessa potrà essere oggetto di modifiche da valutare insieme. Ma dobbiamo salvare questa città e non fare accordi sottobanco per ottenere chissà cosa».
La mozione parla chiaramente di un «sindaco e una giunta che non hanno dato attuazione a larga parte degli indirizzi del consiglio comunale», si legge nel testo della mozione illustrata.
Oltre al fatto che l’attuale mandato è sempre più caratterizzato da «periodiche e reiterate contrapposizioni tra gruppi politici che compongono la maggioranza», si legge.
Impietoso, nel resoconto di Rapinese, l’attacco frontale alla giunta. «Non funziona nulla: servizi base, servizi sociali, il forno crematorio, la Ticosa, le strade, gli asfalti. Siamo di fronte a una paralisi politica e amministrativa senza precedenti. Se l’altro giorno, ad esempio, le minoranze fossero uscite dall’aula non avrebbero approvato il bilancio consolidato vista l’ennesima astensione di Forza Italia», aggiunge Rapinese.
E il compagno di lista, l’avvocato Fulvio Anzaldo sottolinea anche come su «16 mozioni presentate dal nostro gruppo, solo tre hanno poi avuto effettiva applicazione. Stessa cosa con gli ordini del giorno: 14 approvati e solo due concretizzati. Ulteriore riprova che questa giunta non da praticamente mai attuazione a quanto si decide in seduta», dice Fulvio Anzaldo. Bisognerà però adesso capire innanzitutto le intenzioni di Forza Italia, vero ago della bilancia, e delle minoranze stesse che non vengono comunque esentate da pesanti critiche. «Se potessi sfiducerei anche il resto della minoranza. Non sono peggio della maggioranza, ma poco ci manca. Sarà decisivo valutare la mozione in base ai suoi contenuti oggettivi e basta», dice sempre Rapinese che chiude con un’ultima stoccata. «In città non funziona niente. Como, per fare un altro esempio, ha una pressione fiscale pesantissima e avanzi di bilancio milionari che però non vengono utilizzati in alcun modo come ben visibile. È l’ultima opportunità per ribaltare questa situazione prima che sia troppo tardi». In serata è arrivato il “no comment” del sindaco Landriscina.

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