Rasella: «Turismo, integriamo gli infopoint»

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Fare squadra per cavalcare la tigre di un momento d’oro. Albergatore in Altolago, Giuseppe Rasella si occupa di turismo nella nuova Giunta della Camera di Commercio di Como-Lecco insediatasi in aprile e in carica fino al 2024.
Il bilancio del turismo sul Lario è per l’estate 2019 ottimo. Ma è adesso che occorre rimboccarsi le maniche.
«Ci sono problematiche da affrontare – dice Rasella – penso in primis alla mobilità e ai trasporti, sia su gomma che su acqua che su ferrovia. Il collegamento con gli aeroporti lascia a desiderare, e non parliamo della Como-Lecco. Se vogliamo distribuire i flussi turistici e destagionalizzare davvero, dato che ci sono aree del Lario dove si è arrivati al sovraffollamento turistico ed altre dove si ha la prospettiva opposta, dobbiamo porci queste sfide lavorando tutti insieme».
Il turismo sul Lario è una prospettiva economica davvero concreta: «Per più motivi – dice Rasella – I divi del cinema e i Vip come Clooney e Obama fanno sicuramente da volano, e non sono presenze sporadiche bensì costanti nel tempo. Una pubblicità senza prezzo. Poi le crisi internazionali e l’incubo terrorismo hanno favorito il turismo di prossimità. Milano inoltre è una città sempre più compiutamente europea, e questo si riverbera positivamente sul Lario. Ecco allora che dobbiamo giocarci meglio la carta dei collegamenti, che siano efficaci e veloci e frequenti».
«Abbiamo anche raccolto ciò che si è seminato – sottolinea il consigliere – in dieci anni con le Camere di Commercio si è andati alle fiere, si è invitato giornalisti, blogger, tour operator. Anche grazie a questo lavoro e a questa visibilità le grandi catene come Hilton, Sheraton e Mandarin Oriental hanno creduto e credono nel brand Lago di Como. E poi vendiamo un prodotto sicuro, un contesto meraviglioso che va tutelato al meglio».
Come operare allora? «In novembre terremo un grande meeting condiviso, una sorta di “Tourism think tank” con sede ancora da definire che farà il punto sulle cose da fare e sullo spirito di rete che va accresciuto. L’insediamento della Camera di commercio comasco-lecchese ha comportato adempimenti tecnici che ci hanno rallentato negli ultimi mesi, ma contiamo di ripartire alla grande con la commissione turismo di cui sono referente. Il tavolo di confronto con Comune e Provincia di Como è già partito a luglio e ci riuniremo ancora a settembre. Abbiamo già istituito una “cabina di regia” dove abbiamo invitato anche il distretto del centrolago per essere più omogenei nelle proposte. Lo faremo anche con artigiani e associazioni di categoria dell’economia territoriale, e con le scuole e università che sono le fucine del nostro futuro. L’idea è ottimizzare le risorse e concretizzare le iniziative. Solo lavorando tutti insieme è possibile accorgersi di quello che manca».
Un esempio? «Più corse della Navigazione, e non solo sul Lario ma anche sul Ceresio. E poi comunicare, seminare tutti insieme con una visione unica, altrimenti tanto vale andare alle fiere. Gli infopoint del territorio provinciale e quelli del Lecchese vanno integrati, devono poter proporre le eccellenze di tutti gli attori della filiera e non fermarsi al singolo prodotto locale. Il lago è unico. Serve una comunicazione più ampia, un progetto integrato che comprenda sia la presenza sui siti e sui social (che deve essere costante e quotidianamente alimentata, non sporadica), sia la raccolta dei dati e la presentazione dei contenuti al meglio delle possibilità. Pertanto non sono cose che si improvvisano. Ci deve essere un piano strategico. Non meritiamo di vedere tante belle iniziative che in poco tempo vengono vanificate e perdono energia perché non riescono ad avere continuità. Se mostriamo di poter proporre tante attività potremo fidelizzare la clientela e prolungare i tempi di permanenza nelle strutture ricettive».
Che sia ora di cambiare registro lo sottolinea anche Roberto Cassani, presidente degli albergatori di Como: «Siamo in crescita, è innegabile, e ormai la stagione turistica va da marzo a ottobre. C’è una stagionalità delle tariffe, questo è chiaro, ma siamo alla destagionalizzazione dell’accoglienza. Eppure c’è molto da migliorare, specie nei servizi offerti. Si fatica a trovare un taxi e un parcheggio a Como, l’arredo urbano nel capoluogo di provincia è senz’altro da rivedere e manca un calendario di eventi da offrire al turista all’altezza della fama che ha il territorio. Sono priorità perché siamo al massimo della visibilità e non ci meritiamo l’effetto boomerang. Probabilmente il modello di accoglienza turistica che poteva valere fino a qualche anno fa nel nostro territorio è superato dai fatti e ora serve una marcia in più, serve uno scatto d’orgoglio complessivo»,
L.M.

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