Razionalismo in frantumi. Il Comune: interverremo

altGradini e vetrata dell’Asilo Sant’Elia in condizioni pietose
(l.m.) Che fine ha fatto il progetto per la “conservazione programmata” dei monumenti del Razionalismo, lanciato nel 2009 con un convegno alla Casa del fascio dal Comune, in virtù anche di un cofinanziamento della Fondazione Cariplo? I fondi della benemerita istituzione capitanata dal comasco Giuseppe Guzzetti sono congelati, perché il Comune non ha avuto fondi per fare la sua parte. Ma il progetto pare voglia risorgere.

Intanto, è il degrado a parlare. Su uno dei monumenti più insigni del Novecento “geometrico” del capoluogo, l’Asilo Sant’Elia di Giuseppe Terragni in via Alciato, ancora attivo come struttura scolastica. Ieri su Facebook il gruppo di volontari antiwriter “Per Como Pulita” ha postato un’immagine eloquente: gradini rotti all’ingresso della struttura – uno dei luoghi del razionalismo più cari all’archistar Daniel Libeskind – e un ingresso con il vetro scheggiato. La nota sul social network commenta ironicamente: «Quel tocco di nastro adesivo sulla vetrata sicuramente serve ad evitare suicidi di massa dei piccioni. O forse no». 

Ma in verità c’è poco da ridere. «Io lì ci ho studiato da bambina, è uno scandalo che si parli tanto di Razionalismo da rilanciare e poi ci si trovi di fronte a situazioni come questa, per di più in una struttura in cui tra pochi giorni saranno ospitati dei bambini», dice Anna Ballerini, animatrice del gruppo di volontari “Per Como Pulita”, che in questi giorni sta rimettendo a nuovo le indicazioni delle vie di Como su pietra, imbrattate dai writers e annerite dallo smog.
«Conosco bene questa emergenza, ne ho parlato nei giorni scorsi con l’ufficio tecnico del Comune – ha commentato ieri a proposito della situazione dell’Asilo Sant’Elia l’assessore alla cultura e al Turismo di Como, Luigi Cavadini – Stiamo vedendo cosa è possibile fare nell’immediato. L’ingegner Antonio Ferro e l’architetto Piera Pappalardo si stanno occupando per conto di Palazzo Cernezzi delle verifiche per il caso specifico. Per alcuni tesori del razionalismo, siamo pronti a intervenire, ad esempio il piano per la ponteggiatura e il restauro della fontana razionalista di Camerlata è pronto da tempo, il tutto potrebbe partire a giorni. Finora non ci si è mossi per colpa della mancanza delle necessarie coperture finanziarie»
Da parte sua l’ingegner Antonio Ferro ricorda che l’intervento per il Sant’Elia di via Alciato angolo via dei Mille è ormai alle porte: «Abbiamo inserito l’opera nel bilancio approvato ai primi agosto. Purtroppo abbiamo dovuto fare, in passato, scelte molto dolorose. Il Comune ha dovuto privilegiare interventi rivolti alla sicurezza di strutture come musei e scuole. Ne hanno fatto le spese altri interventi come quelli che richiedeva il Sant’Elia. Purtroppo, lo dico col cuore in mano, la logica della conservazione programmata, oggi più mai necessaria, un investimento fondamentale per la città, viene meno con la logica dell’emergenza».
All’Asilo Sant’Elia anche lo stato della cancellata lascia a desiderare, con tutta quella ruggine. «Partiremo proprio da qui – promette Ferro – così come è già pronto l’intervento di manutenzione straordinaria per la ricostruzione dei gradini in graniglia ammalorati. Abbiamo anche già provveduto a una manutenzione del verde, anche se la pioggia dell’estate, caduta copiosamente, non ci ha certo agevolati. Inoltre sta continuando il monitoraggio dei quadri fessurativi sulla facciata, già noti da tempo, ed è stato concluso il non facile intervento sul controsoffitto». Ma non è tutto, perché il Comune sta ipotizzando di ampliare a 128 persone la capienza dell’asilo, valutando se eliminare dal plesso scolastico la cucina, nella logica di una generale razionalizzazione di tali reparti nelle strutture didattiche cittadine.
«Anche per la fontana di Cesare Cattaneo e Mario Radice a Camerlata – annuncia Antonio Ferro – è stato previsto finalmente un intervento a bilancio. Vorremmo partire col ponteggio entro l’anno, piogge autunnali permettendo. Mi rammarica molto che si sia rimasti al palo, è una situazione che personalmente mi imbarazza. Oggi ormai la parola d’ordine è “contingente” e non “programmato”. Due concetti che tra loro bisticciano non poco. Sia chiaro: non ce nulla che sia davvero in pericolo. Ma il degrado è sensibile».
Intanto Como si appresta a fare quadrato attorno alla memoria del Razionalismo con il nuovo progetto del Maarc (Museo virtuale Astrattismo e Architettura Razionalista di Como), una mostra trilingue – testi in italiano, inglese e tedesco – pronta per essere esportata grazie a numerosi agganci istituzionali internazionali. Sarà curata da Alberto Novati, Aurelio Pezzola, Ezio Pedrocchi e Giovanni Colosio, e si propone di illustrare didascalicamente l’originalità del modello razionalista comasco, applicato ai temi di sviluppo della città. Si intitolerà Como 1920-1940, paesaggi della città razionalista. Giuseppe Terragni e i razionalisti comaschi e si articolerà su due pannelli di inquadramento generale e su altri 19 dedicati specificamente ad una particolare opera. Andrà in scena dal 6 settembre (inaugurazione alle 18.30 con musica dal vivo) allo Spazio Natta di via Natta 18 e si potrà visitare fino al 28 settembre. Per il presidente del museo, il docente di Progettazione del Politecnico Ado Franchini, «l’Asilo Sant’Elia è un piccolo progetto al servizio della città, che modifica la tradizione delle scuole materne dell’epoca e prende in considerazione la nuova pedagogia, anche di stampo montessoriano. Nella prima metà del Novecento si inizia a capire che i bambini hanno bisogno di luce e di aria. E al Sant’Elia luce e paesaggio entrano continuamente. Ci sono poche altre strutture simili in Europa. La struttura è un capolavoro dell’architettura moderna. Una perla nascosta, realizzata all’interno di un particolare quartiere e destinata agli abitanti della città. Pertanto, non posso che sperare che venga conservato con cura. Purtroppo, oggi, mancanza di fondi e burocrazia complicano ogni procedura, cambiare i serramenti di un edificio è più difficile che costruire un pezzo della Torre Eiffel. L’appello che rivolgo non è solamente all’amministrazione cittadina, che pure ha un ruolo centrale, ma anche ai cittadini, alle associazioni di volontari, che insieme con il Comune possono contribuire a conservare l’asilo Sant’Elia. Una struttura che tra poco compirà ottant’anni e, così come una persona, ha bisogno di cure».

Nella foto:
Il vetro in frantumi dell’Asilo Sant’Elia

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