Razionalismo pittorico

Arte – Marco Brenna interpreta i tesori architettonici del Novecento lariano denunciandone la fragilità di fronte a incuria e degrado
I grandi tesori architettonici del Novecento che hanno reso e ancora rendono Como celebre nel mondo continuano a ispirare i pittori contemporanei, con varie modalità espressive.
Dopo gli interventi esposti di recente nell’ex chiesa di San Pietro in Atrio in via Odescalchi dal pittore Adriano Caverzasio e i “wallpaint” di grande formato con cui Fabrizio Musa ormai da anni rende omaggio al genio di Giuseppe Terragni in via Ballarini (il dipinto è dedicato al “Novocomum”) e in via Carloni (il murale è ispirato all’Asilo Sant’Elia), adesso tocca a un altro esponente della corrente “giovane” della pittura lariana come Marco Brenna.
Che ha deciso di interpretare nei suoi lavori alcuni celebri documenti della grande stagione razionalista comasca: il Monumento ai Caduti ai giardini a lago, la ex Casa del Fascio di piazza del Popolo (oggi sede del comando provinciale della guardia di finanza), la Fontana di piazza Camerlata, Villa Amila a Tremezzo, la Casa del Balilla Giuseppe Sinigaglia e il Circolo Canottieri Lario.
I suoi dipinti saranno in mostra, dal 7 ottobre al 5 novembre, nel rinomato garden lariano “Ratti Flora” di via Borgo Vico 163 a Como (inaugurazione il 7 ottobre dalle 18.30 in poi: ingresso libero).
Marco Brenna – nato a Como nel 1972 e formatosi alla scuola d’arti e mestieri “Castellini” della sua città specializzandosi sulle tecniche compositive del disegno per tessuti – ha scelto di interpretare pittoricamente i monumenti del Razionalismo comasco con opere su carta, permettendo a chi guarda di vivere dall’interno e in prima persona il destino di ogni singolo spazio architettonico. Denunciando il rischio che esso vada perduto, se non si correrà ai ripari con interventi di salvaguardia.
Così, ad esempio, la vertiginosa prospettiva verticale del Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni, ispirato da un disegno dell’architetto futurista lariano Antonio Sant’Elia, caduto in guerra, è esaltata dinamicamente dal volo di due idrovolanti. A sancire, tra l’altro, un’ideale parentela con un’altra opera razionalista come la sede dell’Aero Club Como che è a pochi passi dal monumento, in viale Puecher.
Così Brenna, a distanza di quasi un secolo, queste ardite soluzioni stilistiche tridimensionali le fa proprie reinterpretandole in senso metafisico ed esistenziale, sottolineandone l’alto valore culturale. E l’intrinseca fragilità: non è un segreto che, da tempo, si cerca di correre al capezzale di opere d’arte – come la ex Casa del fascio e la fontana razionalista di Cesare Cattaneo e Mario Radice a Camerlata, insidiate l’una dall’usura del tempo e l’altra dal traffico e dallo smog – per cercare di tramandarle ai posteri. È proprio questo destino, insicuro e malato, che Brenna rimarca nei suoi lavori facendo uscire i tratti geometrici delle architetture da sfondi pastello, in cui giocano come simboli del tempo e dell’incuria inquietanti gocce di acquerello color ruggine.

Nella foto:
Un dipinto dedicato al Monumento ai Caduti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.