Razzia al cimitero di Volta: il prete e il vigilante sorprendono i ladri

2013 09 03 cimiteroVoltaIl mausoleo dell’illustre scienziato comasco non è stato toccato
Malviventi messi in fuga quando avevano già staccato molte lastre di rame. Danni anche alle tombe

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La pietà non è dei ladri. Che non solo hanno pensato di saccheggiare e deturpare un luogo simbolo per Como, quello che racchiude il mausoleo con le spoglie dell’illustre concittadino e scienziato Alessandro Volta, ma hanno anche mostrato scarso rispetto per le tombe presenti nel cimitero di Camnago. Staccando croci dalle lapidi e portando via i vasi per i fiori. Una razzia che probabilmente proseguiva da giorni e che per fortuna, ieri pomeriggio, ha trovato una fine.
Il tutto grazie all’intervento di un vigilante prima e del

parroco dopo, don Andrea Messaggi: uditi dei rumori sospetti provenire dall’interno del camposanto, hanno varcato il cancello costringendo i ladri (scoperti) alla fuga. Per terra, già staccate e pronte per essere rubate, una serie di lamine di rame divelte dalla sommità delle mura di recinzione, ovvero le scossaline piazzate per impedire le infiltrazioni di acqua. Un “reperto” (le lamine) utile per le volanti della polizia intervenute sul posto che hanno chiamato in appoggio la polizia scientifica.
Gli agenti sono al lavoro per estrarre le impronte digitali dei malviventi per eventuali e future comparazioni. I ladri sono stati messi in fuga ieri pomeriggio intorno alle 16.30: «Li abbiamo sorpresi mentre portavano via gran parte delle scossaline di rame presenti nel cimitero dove c’è anche la tomba, nonché monumento nazionale, del nostro illustre Alessandro Volta – dice il parroco, don Andrea Messaggi – Il cimitero non è in buone condizioni e i danni potrebbero aggravarsi con l’inverno, il freddo e il gelo. Bisogna intervenire e tutelare le spoglie di Volta. Chiedo a chi ha competenza e autorità per farlo di ridare dignità a questo luogo importante per tutti i comaschi e non solo».
Il camposanto deve infatti fare i conti anche con altri problemi legati a vandalismi, come le scritte dei writers sui muri non solo all’esterno della struttura ma anche – da qualche settimana – pure all’interno, oltre ai già citati danni a tombe e lapidi con più di una croce letteralmente strappata dal marmo. E già da alcuni giorni i parrocchiani erano tornati a segnalare a don Andrea rumori sospetti provenire dal cimitero, tanto è vero che l’ipotesi più accreditata è che i furti di rame fossero iniziati da tempo.
Ieri, infine, un vigilante ha notato movimenti sospetti all’esterno del camposanto ed è tornato indietro per controllare, trovandosi di fronte a lastre di rame abbandonate in fretta e furia. Ha così chiamato don Andrea e i due sono entrati nel cimitero, sentendo in modo distinto i passi dei ladri ormai in fuga.
Come detto, sul posto sono poi sopraggiunte le volanti della polizia e pure la scientifica, al lavoro nella speranza di poter risalire ai responsabili dei furti di rame e dei vandalismi all’interno del cimitero di Alessandro Volta. Il cui mausoleo, per fortuna, non è stato toccato né danneggiato.

Mauro Peverelli

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FOTO MATTIA VACCA ©            

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