Lettere

REAGIRE ALLE AVVERSITÀ CON LO SPORT RISCATTA LA CRISI DI VALORI IN QUESTO AMBIENTE

Risponde Renzo Romano:

Penso al grande Pistorius, l’atleta che corre con le protesi; ad Alex Zanardi che senza gambe è sempre alla ricerca di nuove sfide; ai ragazzi di basket della comasca Briantea 84; ai recordmen disabili in varie discipline sportive; alle commoventi gare delle paralimpiadi. Non ultima la notizia di Simon Wheatcroft, l’uomo 29enne inglese, cieco, che oggi corre le ultramaratone e si allena memorizzando, in impegnativi allenamenti,  gli ostacoli da superare durante le gare.
La sua storia, la forza di volontà e di vivere nonostante un grave handicap sono un esempio per tanti ragazzi e appassionati che lo “accompagnano” sul suo seguitissimo blog. Un esempio anche per tanti giovani che sprizzano salute da tutti i pori, i quali però pur avendo grandi talenti seguono altre strade non sempre edificanti. E non solo nel mondo dello sport.

Angelo Finzi

Caro lettore,
belle e sentite le sue note. Ci volevano proprio in questo momento in cui la cronaca coinvolge e stravolge sentimenti, valori e atteggiamenti, che vanno ben oltre il significato “sportivo” dell’accaduto.
Mi riferisco in particolare alla recentissima vicenda andata in scena sotto l’occhio impietoso e freddo delle telecamere allo stadio di Firenze. La vicenda è nota. Durante la partita con il Novara l’allenatore della Fiorentina richiama in panchina un suo giocatore sostituendolo con un altro. Questi non accetta di buon grado la sostituzione e reagisce con gesti inconsulti e parole offensive provocando a sua volta una violenta reazione incontrollata del tecnico. L’episodio ha colpito l’opinione pubblica il cui giudizio sulla sconvenienza e inaccettabilità del comportamento del calciatore è stato unanime.
Pareri controversi e contrapposti invece sulla reazione del tecnico alle intemperanze del suo giovane giocatore. Il processo dialettico prescinde dai personaggi coinvolti, calciatore e allenatore, ma riguarda un aspetto fondamentale del nostro vivere, ovvero l’educazione. Par di sentirli alcuni genitori di un secolo fa: “Quando ci vuole ci vuole… una sberla, o  uno schiaffone sono meglio di una bella predica”. Non capiscono, anzi non capivano a quei tempi che il “ceffone” come risorsa educativa, magari estrema, è una cocente sconfitta, un fallimento dell’educatore, del maestro.
Qualche frammento di questo modo di pensare, a mio avviso avvilente e mortificante per la dignità dell’educatore  e dell’educando, è ancora presente nella società di oggi e spiega un  altrimenti “inspiegabile” sentimento di benevola comprensione e neppure nascosta accettazione del comportamento dell’allenatore. Ci tengo a ribadire che il mio giudizio negativo è sul gesto, su quello che implica, sulla inammissibile accettazione della violenza come mezzo educativo, non già sull’uomo protagonista del gesto inconsulto.
Credo che insistere sull’uomo sia “violenza”  ancora più deprecabile. Indubbiamente la vicenda induce a riflettere sui valori dello sport senza tuttavia dimenticare, anzi sottolineando, come la tensione emotiva, lo stress, lo sforzo, possano prevalere sulla razionalità e dare luogo a deprecabili ingiustificati comportamenti.
Nel calcio, in particolare, sentimenti e business sono talmente aggrovigliati, esasperati e manipolati da rendere preziosi e unici atteggiamenti di lealtà e correttezza a cui, talvolta ancora e per fortuna, avviene di assistere. Questa atmosfera di degenerazione e confusione, parossismo e irrazionalità spiega, ma non giustifica, la pesantezza che grava sul mondo del pallone. Lo sport, grazie al Cielo, non si riduce solo al pallone. I valori dello sport rimangono comunque tali anche di fronte ai più beceri oltraggi alla loro sacralità. Corruzione, sopraffazione, violenza non possono neppure scalfirne i veri sentimenti.
Fa benissimo, caro lettore, a ricordare le straordinarie “imprese” di personaggi dello sport che hanno reagito alla malasorte in modo ammirevole e per questo meritano di essere additati come esempi da imitare. Tuttavia il mio dovere mi impone di ricordare, seppure a malincuore, che, a fronte di questi personaggi edificanti, anche nelle discipline sportive paralimpiche si sono registrati episodi truffaldini che nulla hanno a che vedere con lo sport. Squallidamente significativi in proposito alcuni episodi. La campionessa tedesca, vincitrice di ben cinque medaglie d’oro nel nuoto alle Paralimpiadi di Atlanta nel 1996: la sua cecità non era tale da consentirle di partecipare alle Paralimpiadi. Più recente, la scoperta dell’imbroglio da parte di un’atleta olandese vincitrice di due ori nell’handbike a Pechino nel 2008. Ancora la vittoria a Sidney nel 2000 della squadra di basket spagnola che successivamente si scoprì essere formata quasi interamente da falsi disabili, fatto che determinò la sospensione dalle Paralimpiadi per gli atleti con disabilità intellettiva e relazionale. Buona notizia è che ai prossimi giochi di Londra ci sarà il rientro di tali atleti sia pure in soli tre sport e appena in sette gare.
Non aggiungo altro alle sue considerazioni, caro lettore, perché condivido le sue coinvolgenti e sentite note come opportune  e pungenti sollecitazioni a riscoprire e a valorizzare lo sport come risorsa educativa nella formazione dei giovani.

 

5 Maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto