Recalcati: «Il futuro? Attendo la proprietà». Bilancio e prospettive del tecnico di Cantù

«Il mio futuro? Ci dobbiamo confrontare, come in tutte le società, ma state tranquilli: non c’è alcun allarme». Incontro di fine anno con la stampa per Carlo Recalcati, allenatore che ha traghettato la Pallacanestro Cantù alla salvezza. Un’occasione per fare il bilancio della stagione conclusa con la conquista della salvezza e anche per cercare di capire qualcosa sul futuro. Dopo quello che domenica poteva sembrare uno sfogo («L’organizzazione e la programmazione devono essere una priorità», aveva sottolineato con decisione al termine del match di Milano) Recalcati ha voluto puntualizzare. «Trovo normale che ci si confronti con la società – ha spiegato ieri – Ovviamente ho le mie idee e il mio progetto su quella che dovrà essere la Cantù del futuro. Ora aspetto indicazioni dalla società. Per essere concreti, quando sarà definito il budget faremo le valutazioni del caso. L’importante è definire un programma e poi crederci sempre, anche quando le cose non andranno bene».

Per ora, dunque, non è stato ancora programmato un incontro tra Recalcati e i vertici del club per discutere della Pallacanestro Cantù 2017-20118. Molto dipende dalle decisioni del patron Dmitry Gerasimenko e di conseguenza del presidente, sua moglie Irina. Su questo fronte si potrà sicuramente sapere qualcosa in più domani, visto che è stata annunciata una conferenza stampa della presidentessa.

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Per quanto riguarda il campionato appena terminato, Recalcati ha tenuto a ribadire: «Dopo l’ultima gara mi hanno fermato molte persone che mi hanno detto che la stagione è stata negativa. Io dico, invece, che l’aver conquistato la salvezza con questa squadra è stato un successo». Una formazione con molti limiti, che il coach ha preso in corsa, dopo il doppio esonero di Rimas Kurtinaitis e Kiril Bolshakov. «Sicuramente avrei voluto fare di più – ha aggiunto – Quattro vittorie in dieci gare sono oggettivamente poche. I playoff? Ho sempre pensato che fossero un traguardo irrealizzabile e i fatti mi hanno dato ragione. Sarebbero serviti ben nove successi: questo fa capire che non poteva essere un obiettivo raggiungibile».

«Voglio comunque ringraziare Kurtinaitis e Bolshakov – ha concluso Recalcati – La salvezza è arrivata anche grazie al loro lavoro e alle vittorie ottenute con una squadra che, sarò sincero, io avrei costruito in maniera differente. La mia soddisfazione maggiore alla guida di Cantù? Aver valorizzato i giocatori italiani: il loro minutaggio, con me, è salito dal 7% al 29% del totale».

Massimo Moscardi

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