Como ha Leopardi nel suo Dna culturale: custodisce al Museo Giovio di piazza Medaglie d’Oro, il nostro museo archeologico, il manoscritto di un’opera come “L’appressamento della morte”, ossia l’esordio di Giacomo Leopardi poeta, datato 1816. Un testo che lo studioso Vincenzo Guarracino ha presentato in edizione critica nel 1998 per l’editore Book di Bologna e che andrebbe esposto al pubblico con i dovuti accorgimenti e a beneficio soprattutto degli studenti che potranno così avvicinare la scrittura del grande poeta dopo mesi di Dad, Covid archiviato ovviamente. Proprio Guarracino, insigne leopardista di fama internazionale, firma un nuovo libro leopardiano in uscita, l’antologia L’infinito dal Colle di Brunate edita a Como da Pozzoni, con testi di 88 poeti contemporanei (tra cui molti lariani come Giampiero Neri ed Emilio Russo, recentemente scomparso) ispirati ai versi dell’Infinito.Oggi alle 17 Guarracino partecipa alla prima delle tre sessioni del convegno “Leopardi il primo dei moderni” nel bicentenario de L’infinito promosso tra gli altri dal liceo Leopardi di Recanati con la relazione L’infinito spiegato a mia figlia. Info sul sito liceorecanati.edu.it.
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