Recovery Plan, Como guarda oltreconfine, Varese vuole raccogliere 250milioni

Como dall'alto

Recovery Plan, i territori si muovono in ordine sparso. Se c’è chi ha già preparato un progetto preliminare, valore di 250 milioni di euro, per intercettare parte dei fondi europei messi a disposizione per il dopo-pandemia, come accade a Varese, c’è chi invece guarda alle possibilità di connessione tra il proprio territorio e la vicina Svizzera. Il Comune di Como infatti si sta muovendo su tre direttrici – due in stretta sinergia con la Confederazione elvetica e una con le province confinanti – per raccogliere risorse europee decisive per avviare infrastrutture vitali. Cifre che potranno essere recuperate grazie all’inserimento delle proposte locali nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea entro fine aprile.

«L’occasione che abbiamo è di quelle importanti. Ecco perché già da tempo sto lavorando su più fronti. Il primo, per il quale ho già avuto diversi incontri con con le autorità ticinesi, riguarda il progetto svizzero di eliminare l’autostrada a Chiasso, spostando il tracciato della A2 in una galleria sotto la collina del Penz, a ridosso del confine con l’Italia. Stiamo valutando con le autorità elvetiche un interessamento diretto anche da parte nostra viste le ricadute positive, in termini di viabilità e inquinamento, che ne deriverebbero», spiega il sindaco Mario Landriscina. Strettamente connessa al fronte viabilistico stradale, la seconda idea del Comune di Como.

«È avviato il confronto anche sul fronte ferroviario, con un secondo progetto, la realizzazione, sempre sul confine, di una grande stazione internazionale di Como. Uno scalo decisivo per i passeggeri ma anche per le merci – spiega Landriscina – L’obiettivo sarebbe quello di lavorare molto sul fronte del trasporto merci per essere adeguatamente strutturati a sopportare anche flussi in arrivo dalla direttrice del Gottardo. Ciò significherebbe migliorare certamente i transiti dei passeggeri ma soprattutto attirare il settore merci».

Gli incontri avuti riguardano anche un tema molto delicato come i collegamenti stradali con i territori limitrofi delle province di Varese e Lecco. E in tal senso riemerge un’idea che già in passato venne proposta ma che poi non si concretizzò: la realizzazione della Varese-Como-Lecco. «Si tratterebbe di un’infrastruttura decisiva per l’intera macro area presa in considerazione – dice il sindaco – Si parla ovviamente di costi molto alti. Ecco perché penso che adesso, con le possibilità offerte dal Recovery Plan, sarebbe bene pensarci. Poi spetterà al territorio e ai nostri politici impegnarsi per ottenere le risorse necessarie. Quanto si potrà avere in ambito europeo non sarà infatti sufficiente a coprire l’opera». I colloqui e gli incontri continueranno anche nelle prossime settimane. «L’obiettivo è capire, entro un mese, se si potrà elaborare un progetto preliminare», chiude Landriscina.

A pochi chilometri da Como, per la precisione a Varese è già stato messo nero su bianco e presentato alla stampa un piano preliminare che per certi aspetti potrebbe segnare un percorso anche per Como. «Si tratta di un progetto ricco di sfide e opportunità che richiedono coraggio, visione, determinazione e compattezza tra istituzioni e cittadini. Alcune idee sono ad esempio la proposta della Tax free area per le zone di confine con la Svizzera e il collegamento diretto in 30 minuti con Milano», dice il sindaco di Varese Davide Galimberti che sottolinea pure l’importanza di puntare su un dettagliato piano di mobilità avanzata e sostenibile nel territorio di Varese che dovrà andare a interconnettesi anche con il Lario. In tal senso si punta a realizzare «un hub di formazione, ricerca e sostegno alle imprese con il fine di fornire supporto alle aziende nel processo evolutivo verso le tecnologie avanzate e sostenibili della mobilità».

Si punterà, tra le diverse ipotesi, anche a sostenere le imprese nello sviluppo di nuove idee di business. Un percorso i cui benefici andranno estesi anche «nei territori limitrofi di Monza e Brianza, Como, Lecco e Milano», chiude Galimberti che ribadisce come si punti a recuperare la somma di 250 milioni di euro. I Comuni sono dunque all’opera e le prossime settimane saranno decisive.

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