L’INCIDENTE DI PREMANA. Recuperati i rottami dell’idrovolante. Ora via alle perizie tecniche per capire le cause dello schianto

altLa tragedia sui monti del Lecchese
A breve l’autopsia sui corpi di Pietro Brenna e dei coniugi
I vigili del fuoco di Lecco sono tornati ieri pomeriggio sui monti di Premana per recuperare i rottami dell’idrovolante precipitato lunedì mattina all’imbocco della Valle dei Forni, nel Lecchese. Nell’incidente sono morti il pilota e i due passeggeri. Sulla tragedia sono state aperte due inchieste, una dalla Procura di Lecco e l’altra dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo. Le indagini sono soltanto alle battute iniziali ed è impossibile al momento avere certezze sulla dinamica dell’incidente. Al vaglio le tre

ipotesi possibili: errore umano, problema meccanico o malore del pilota. L’Ansv ha inviato un investigatore nel Lecchese per i rilievi nel punto in cui è avvenuta la tragedia.
L’autopsia, che sarà effettuata in tempi brevi sui corpi delle vittime, potrebbe contribuire a far luce sulla causa della tragedia. Pietro Brenna, 33 anni, ai comandi dell’idrovolante, e i coniugi Francesco Gianola e Adele Croci, 72 e 68 anni, sono morti praticamente sul colpo, ma resta da chiarire se il decesso sia stato causato dallo schianto oppure dall’incendio che ha distrutto il velivolo. Le salme sono state composte all’ospedale di Lecco, dove sarà effettuato anche l’esame.
L’idrovolante precipitato è un Cessna 172 dell’Aero Club Como. Come riferito dagli esperti del settore, il mezzo è il più diffuso aereo scuola del mondo, noto per la sua solidità e affidabilità. Si tratta di un velivolo a quattro posti di cui l’Aero Club possiede quattro esemplari. Costruito nel 1979 negli Stati Uniti, è stato importato dalla scuola di volo di Como cinque anni fa dal Texas. Secondo quanto riferito dal sodalizio, il mezzo è stato mantenuto secondo le normative vigenti ed era uscito recentemente da una revisione generale, durante la quale era stato rimesso a nuovo.
Dopo il decollo dall’hangar di Como, lunedì mattina, Pietro Brenna ha raggiunto Premana, come richiesto dai passeggeri, cari amici del padre, recentemente scomparso. Gianola infatti era originario proprio del paesino lecchese e, con la moglie, voleva sorvolare la zona. Numerosi testimoni hanno riferito di aver notato l’idrovolante sorvolare a bassa quota il centro abitato prima di allontanarsi e dirigersi verso la zona boschiva, sopra il torrente Varrone, verso la Valle dei Forni. Un escursionista ha poi notato il velivolo precipitare all’improvviso, forse dopo aver urtato le cime degli alberi. Nella caduta, il Cessna si è incendiato e il fuoco ha distrutto gran parte del mezzo. Nel pomeriggio di lunedì, i vigili del fuoco e il soccorso alpino hanno recuperato i corpi delle vittime. Un intervento complesso perché l’incidente è avvenuto in una zona impervia, raggiungibile solo con jeep, quad e mezzi da montagna. L’operazione è stata portata a termine dopo il sopralluogo del magistrato della Procura di Lecco e del medico legale. Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale.
Ieri, i vigili del fuoco sono tornati al lavoro per recuperare i rottami dell’idrovolante. I pompieri hanno raggiunto i monti di Premana con un velivolo A109, in servizio per la Lombardia e decollato da Malpensa. I resti del Cessna sono stati imbragati e issati a bordo del mezzo dei vigili del fuoco.
I rottami sono stati poi trasferiti su un camion arrivato appositamente nella zona di Premana.
L’idrovolante era completamente distrutto e in gran parte carbonizzato. Il pezzo più pesante recuperato dai pompieri è stato il motore, un blocco di circa tre quintali. Il velivolo è sotto sequestro ed è a disposizione degli inquirenti. Sarà analizzato dai periti che dovranno verificare se ci sia stato un eventuale problema tecnico che possa aver causato la tragedia.

Anna Campaniello

Nella foto:
Immagine scattata lunedì scorso poco dopo la tragedia che si è consumata sulle montagne del Lecchese. Ora i rottami dell’idrovolante saranno analizzati per fare luce sulle cause dello schianto (Fkd)

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