Recuperato il corpo del sub, era a 50 metri di profondità

La tragedia davanti a Villa Geno – Luigi Crimella: «Abbiamo iniziato a risalire ed eravamo tutti assieme. A un certo punto non l’ho più visto. Ho pensato che fosse già uscito»
Domenica mattina Giuseppe Ravizza si era immerso con due amici. Individuato grazie a un robot
(a.cam.) È stato individuato a oltre 50 metri di profondità il corpo del sub inghiottito dalle acque del lago domenica mattina davanti a Villa Geno. L’uomo, un 49enne di Rebbio, era scomparso durante un’immersione con due amici. Complesse le operazioni di recupero, coordinate dall’unità dei vigili del fuoco specializzata nelle ricerche subacquee e terminate solo attorno alle 19.30 di ieri. Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte del sommozzatore.
Sub esperto, sposato e padre

di una bambina di 10 anni, Giuseppe Ravizza domenica mattina aveva programmato un’immersione con due amici del Club “Como sub”. «È un punto che conosciamo benissimo – ha raccontato ieri Luigi Crimella, uno dei partecipanti alla tragica immersione – Tutto è proseguito nel migliore dei modi e non sembrava ci fossero problemi».
La tragedia si è consumata attorno alle 12.30, durante la risalita. «Abbiamo iniziato a risalire ed eravamo tutti assieme – ricorda Crimella – Nel lago la visibilità è molto scarsa, raggiunge a malapena i due metri. A un certo punto non ho più visto Giuseppe. Ho pensato che fosse già uscito dall’acqua. Una volta arrivati in superficie, però, ci siamo accorti che non era riemerso. Siamo tornati a cercarlo ma non lo abbiamo più visto, quindi abbiamo dato l’allarme».
I vigili del fuoco sono intervenuti rapidamente e da Milano è stato inviato anche il nucleo sommozzatori. I pompieri specializzati sono rimasti sott’acqua a lungo, scandagliando la zona in cui Giuseppe Ravizza si era immerso con gli amici. Il corpo dell’uomo però non è stato individuato. A Como è stata inviata dunque una squadra con un robot programmato appositamente per esplorare i fondali, lavorando anche a profondità elevate e in condizioni di visibilità ridotte. Anche questo intervento però si è rivelato purtroppo inutile.
Sospese domenica sera a causa del buio, le operazioni di ricerca del sub sono riprese ieri mattina, ancora con l’ausilio del robot, sotto gli occhi della moglie e del fratello di Ravizza, che non si sono mai allontanati da Villa Geno. Poco prima delle 18, il corpo del 49enne è stato individuato dal robot a una profondità di poco più di 50 metri. Le operazioni di recupero del corpo si sono rivelate molto complesse, sia a causa della profondità sia della scarsissima visibilità. Solo attorno alle 19.30 Giuseppe Ravizza è stato riportato in superficie dai sommozzatori.
Sarà l’autopsia, che probabilmente sarà disposta già oggi, a chiarire che cosa abbia provocato la tragedia. Il 49enne potrebbe essere stato colto da malore durante la risalita. Al momento, però, non si può escludere un guasto o un problema alla strumentazione del sub.

Nella foto:
il carro funebre giunto ieri sera a Villa Geno, dopo che è stato individuato il corpo dello sfortunato sub di Rebbio (Fkd)

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