Reddito di cittadinanza, a Como servono 400 milioni per 70mila persone
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Reddito di cittadinanza, a Como servono 400 milioni per 70mila persone

Quanto costerebbe il reddito di cittadinanza in provincia di Como? E quanti avrebbero diritto di percepire il sussidio promesso in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle? Anche se i territori del Nord hanno premiato nelle urne i grillini in misura inferiore rispetto al Meridione, la domanda sul reddito minimo è comunque legittima anche sopra la linea gotica.
L’Italia è tuttora una sola. Sebbene le cartine elettorali colorino gli spazi geopolitici tagliando il Paese a metà, come fosse una mela, la legge vale per tutti. E un reddito minimo di cittadinanza si applicherebbe allo stesso modo tanto ad Aci Catena quanto a Dosso del Liro.
Partiamo allora dai numeri. E tentiamo di costruire la platea dei possibili beneficiari del reddito minimo sul nostro territorio.
Disoccupati e inoccupati
I disoccupati e gli inoccupati in provincia di Como sono 20.766 (dati riferiti al 2016). Si tratta di persone che già oggi, in parte, godono di alcuni strumenti di sostegno al reddito: la Dote unica lavoro; la Garanzia giovani (finanziata dall’ Unione Europea e destinata ai cittadini sotto i 30 anni); la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi, la vecchia indennità di disoccupazione mensile che viene erogata per un massimo di due anni); e il Reddito di inclusione, in vigore dal 1° gennaio del 2018 e destinato a chi ha un reddito Isee inferiore ai 6mila euro annui.
Si presume, almeno stando al programma elettorale dei 5 Stelle, che il reddito di cittadinanza debba assorbire tutte le altre forme di assistenza. Se così fosse, per i disoccupati e gli inoccupati comaschi servirebbero ogni anno 210,5 milioni di euro.
Neet
Vi sono poi i Neet, acronimo inglese di Not engaged in Education, Employment or Training, i giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano alcun percorso di formazione.
Sul Lario (dati anche questi riferiti alla fine del 2016) sono 12.889, numero che comprende però anche una piccola fascia di 15-17enni. Per dare il reddito di cittadinanza ai Neet comaschi servirebbero circa 102,5 milioni di euro ogni anno.
Pensionati
Capitolo pensioni. Qui i calcoli si fanno un po’ più complessi perché il reddito di cittadinanza dovrebbe costituire in realtà un’integrazione a quanto percepito ogni mese. Il totale degli interessati alla misura di sostegno ipotizzata dai 5 Stelle ammonta a 39.114 persone (dati riferiti alla fine del 2015).
Sono i pensionati che ogni mese ritirano un assegno inferiore ai 780 euro.
Di questi, 5.604 dovrebbero ricevere almeno 530 euro di sussidio (poiché hanno una pensione inferiore ai 250 euro al mese); 10.304 dovrebbero veder crescere la propria pensione di almeno 280 euro (sono coloro i quali hanno meno di 500 euro mensili dal loro assegno sociale); e 23.206 si dovrebbero veder integrare la rendita di almeno 30 euro (sono quelli che ogni mese si fermano sotto la soglia dei 750 euro). Calcolando le cifre al minimo, il costo di queste integrazioni dovrebbe aggirarsi attorno a 85,2 milioni.
Tirando le somme, si arriva così a superare i 400 milioni di euro all’anno. Cifra destinata ovviamente a fluttuare e che comprende la parte di sussidî già oggi erogata con la Naspi o con gli altri redditi di sostegno e di inclusione.
I numeri del Movimento
Nella sua ultima apparizione in Tv prima del voto di domenica scorsa, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, rispondendo alla domanda sul reddito di cittadinanza ha detto: «Prima dobbiamo riformare i centri dell’impiego, per mettere insieme domanda e offerta di lavoro. Il tutto costerà 17 miliardi di euro».
Alcuni osservatori indipendenti, analizzando le promesse elettorali dei partiti, hanno stimato una spesa minima per il reddito di cittadinanza non inferiore a 32 miliardi di euro.
Il nostro calcolo, che non ha una base scientifica ma non si discosta nemmeno troppo da una realtà empiricamente rilevabile, accresce la previsione sino a 40 miliardi di euro. I residenti in provincia di Como sono infatti l’1% del totale della popolazione italiana (senza contare che il tasso di disoccupazione sul Lario è enormemente inferiore a quelli di tutte le province del Centro-Sud).
Sempre secondo Luigi Di Maio, la copertura del reddito di cittadinanza è possibile: «trenta miliardi – ha detto a Porta a Porta il candidato premier pentastellato – arriveranno dalla spending review. Nel primo anno di governo recupereremo altri 30 miliardi di spese con l’abbassamento dei costi della politica, l’eliminazione dei vitalizi e delle auto blu. Con il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza a 780 euro i giovani non dovranno più subire umiliazioni dai centri degli impieghi».
Da. C.

8 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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