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Reddito di cittadinanza, centinaia di domande ai Caf comaschi. Agli sportelli soprattutto disoccupati e pensionati

Como non è Catanzaro, e questa è un’ovvietà. Ma la corsa al reddito di cittadinanza è partita sul Lario con un’intensità inattesa. Simile a quella che si sta vivendo al Sud. Tanto da cogliere di sorpresa i centri di assistenza fiscale (Caf) dei sindacati. Sono bastati pochi spot televisivi sulla possibilità di presentare la domanda per avere i 780 euro di sussidio per scatenare, anche nella provincia lariana, interesse e aspettative forse sottovalutate.I Caf delle tre confederazioni sindacali hanno registrato, in questi giorni, aumenti tra il 15 e il 20% delle domande Isee da parte di disoccupati e di pensionati. «Tantissima gente chiede informazioni – dice Mauro Pellicciari, responsabile dei Caf Cisl comaschi – anche le persone che con ogni probabilità non avranno diritto al sostegno statale». Accedere al reddito o alla pensione di cittadinanza non è infatti così semplice.Bastano un garage o due cantine di pertinenza alla prima casa o 6mila euro sul conto corrente per rimanere esclusi.Ma questo non scoraggia. Anzi: «Nelle nostre 17 sedi comasche sono arrivate in pochi giorni centinaia di richieste di informazioni e moltissime domande per ottenere l’Isee», vale a dire il redditometro.Nicola Della Mano, esperto di fiscalità e coordinatore delle strutture di tutela individuale della Cgil di Como, conferma il trend indicato dal collega della Cisl. «Siamo a un +12% rispetto allo scorso anno, la settimana prossima si annuncia molto intensa anche perché lunedì dovrebbe essere firmata l’intesa tra governo, Inps e Consulta dei Caf necessaria per dare il via alla procedura».Della Mano prevede «un po’ di caos, almeno nei primi giorni. Vedremo come organizzarci al meglio, anche perché le pratiche per il reddito di cittadinanza si sovrapporranno al normale lavoro sui 730, ormai in fase di avvio». Anche Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario, parla di «molte richieste che stanno arrivando nei nostri uffici, soprattutto per il calcolo dell’Isee. Proprio oggi (ieri, ndr) l’Inps ci ha girato i modelli per la domanda del reddito di cittadinanza. Si tratta in sostanza di un’autocertificazione, e resta da capire a chi saranno affidati tutti i controlli necessari per verificare la veridicità delle dichiarazioni».Rimane irrisolto pure il problema della presa in carico nei centri per l’impiego. «Ma questa è un’altra partita».

Redazione

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