Referendum contro la moschea a Cantù: la Lega ricompatta il centrodestra

Una manifestazione contro la moschea a Cantù

Venti minuti e il “Comitato no moschea” di Cantù è una realtà. All’appello della Lega Nord per la costituzione del gruppo promotore del referendum per bloccare la nascita di un luogo di culto islamico rispondono esponenti del Carroccio ma anche di Forza Italia, Fratelli d’Italia, liste civiche e semplici cittadini.
«È una follia assoluta pensare di fare una moschea a Cantù, i cittadini devono poter decidere», dice il deputato Nicola Molteni. La nascita del Comitato – sancita ieri dall’adesione di 50 cittadini di Cantù – è il primo passo per proporre un referendum sulla moschea. «La prossima settimana presenteremo il quesito – dice Molteni – La commissione elettorale avrà 30 giorni per pronunciarsi sul testi e poi ci saranno 90 giorni per raccogliere 3.200 firme. Spero che il sindaco Claudio Bizzozero faccia in modo che i cittadini di Cantù possano esprimersi nel più breve tempo possibile».
L’iter per l’apertura di un luogo di culto islamico a Cantù è avviato da tempo e ormai in dirittura d’arrivo. «Chiediamo che il sindaco blocchi tutto e non permetta l’apertura della moschea finché i canturini non si saranno espressi – aggiunge Molteni – Lo stesso Bizzozero aveva assicurato che su un’eventuale moschea avrebbe chiesto il parere dei cittadini».
Contro la moschea non c’è soltanto la Lega Nord. «Forza Italia appoggia il comitato e contribuirà alla raccolta delle firme – dice Alessandro Fermi, sottosegretario regionale e coordinatore provinciale azzurro, giunto ieri nella sede della Lega di Cantù per la presentazione dell’iniziativa – In questo momento storico, anche senza fare riferimento ai drammatici fatti di Parigi, è rischioso aprire luoghi di culto islamici. Dovremmo smettere di continuare, anche nei piccoli gesti, a dare una disponibilità eccessiva verso movimenti che tutto sono fuorché liberali e democratici. Basta con le concessioni di libertà e diritti, peraltro non corrisposte».
«Fratelli d’Italia aderisce e condivide le buone idee – dice il portavoce, Marco Mainardi – È un’opportunità per tutti per contribuire a una questione importante. Non si sta discutendo della libertà di culto, ma sono in gioco aspetti di sicurezza e ordine pubblico. Moschee e scuole coraniche, è ampiamente provato, sono anche fucine di terroristi. Contribuiremo alla raccolta firme per il referendum perché sull’ipotesi di una moschea la decisione spetta ai cittadini».
Lo stesso sindaco della Città del Mobile, in un recente consiglio comunale straordinario sulla moschea, si era detto pronto a chiedere il parere dei cittadini con una consultazione popolare. Bizzozero aveva inoltre “sfidato” la Lega a procedere come da normative con il referendum: «Facciano correttamente la procedura e sarò il primo firmatario», aveva detto.
A Cantù, stando ai regolamenti, l’esito di un referendum ha valore vincolante e non è richiesto il quorum della metà più uno degli aventi diritto al voto per validare il responso delle urne.
«Avrebbe dovuto essere lui a proporre il referendum, come aveva promesso – conclude Nicola Molteni – Accetteremo volentieri, comunque, la sua firma per la consultazione popolare. Questa moschea che la maggioranza vuole aprire sarà chiusa dai cittadini di Cantù».
Anna Campaniello

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