Referendum e discriminante Imu

Fusione dei Comuni

Il Comune di Magreglio – secondo me opportunamente – ha chiamato i residenti a esprimersi, mediante referendum, circa l’alternativa tra continuare a esistere come ente locale autonomo o fondersi con altri comuni. Entrambe le risoluzioni tenderebbero a realizzare gli obiettivi di ridurre i costi e di rendere più efficiente la macchina amministrativa.  Molto meno opportuna – sempre secondo me, ma questa volta secondo anche altre persone – è una mancata analoga consultazione, ancorché eventualmente informale, dei non residenti ivi contribuenti Imu.
Ai vari motivi che possono indurre i magregliesi a preferire l’una o l’altra delle soluzioni proposte, per i non residenti si aggiunge la circostanza delle differenti aliquote dell’Imu seconda casa deliberate dai vari Comuni della zona. Siccome quello di Magreglio è pressoché l’unico, nel Triangolo Lariano, ad aver applicato l’aliquota massima del 10,6‰ (per una volta, guarda un po’, senza liti tra maggioranza e minoranza), va da sé che, potendo, i non residenti scarterebbero la prima ipotesi a vantaggio della fusione con altri comuni. Il che farebbe loro sperare di trovarsi poi governati da amministratori con minor accanimento fiscale nei propri confronti.

Bruno Faccini

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