Renato Curi, il ricordo a 40 anni dalla scomparsa
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Renato Curi, il ricordo a 40 anni dalla scomparsa

Renato Curi con la maglia del Perugia

Quarant’anni fa esatti. Il 30 ottobre del 1977 Renato Curi perdeva la vita  per un problema cardiaco sul terreno dello stadio di Perugia  durante la partita tra i “grifoni” umbri e la Juventus.
Al 5’ della ripresa Curi, che aveva 24 anni, si accasciò al suolo e pochi minuti dopo i medici dichiararono la sua morte. Vani i tentativi di rianimarlo. Renato era centrocampista del Perugia allenato da Ilario Castagner. In quella squadra anche Walter Novellino,  Pierluigi Frosio (mister del Como all’inizio degli anni ’90), Salvatore Bagni, Walter Sabatini e l’interno Franco Vannini.
Proprio Vannini e Curi, nella stagione ’73-’74, erano stati compagni di squadra nel Como, in serie B, prima del trasferimento, in contemporanea, al Perugia. Nel suo anno in riva al Lario Renato Curi aveva disputato 24 incontri, segnando una rete.
Il rapporto tra Curi e l’allenatore dell’epoca, Pippo Marchioro, non era dei migliori e questo sicuramente pesò quando al termine della stagione i dirigenti lariani scelsero di far partire il giocatore, che nell’esperienza sul Lario non era riuscito a esprimersi al meglio.
In precedenza Curi aveva militato nel Giulianova, tra serie D e C, dove era un titolare fisso già all’età di diciassette anni.
Nella partita in cui è scomparso, Curi – a cui è stato dedicato lo stadio di Perugia – non avrebbe dovuto giocare per un problema ad una caviglia dopo una botta rimediata in settimana in allenamento. «Ce la faccio lo stesso – aveva detto alla vigilia – contro la Juve voglio essere in campo».
Allo sfortunato ex giocatore di Como e Perugia qualche anno  fa lo scrittore Andrea Bacci ha anche dedicato il libro “Continua a correre Renato Curi”, che presenta anche una lunga serie di testimonianze che risalgono al suo periodo lariano.  Proprio Bacci oggi ricorda: «È bello vedere che ci sia tanto affetto, soprattutto a Perugia, nei confronti di Curi – spiega – La sua storia è stata tramandata di generazione in generazione e sono tanti i ragazzi giovani che l’hanno voluta conoscere e che ho visto anche alle presentazioni del mio libro. Non dimentichiamo che gli è stato anche dedicato lo stadio; quello di Renato Curi è un ricordo sempre molto vivo portato avanti nel tempo da gente che ne onora la memoria con passione e gran cuore».

30 Ottobre 2017

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