Renzo Viganò era un alpinista molto esperto

Renzo Viganò

Renzo Viganò non era un semplice appassionato di montagna. Era un istruttore di alpinismo. Istruttore sezionale del Cai di Cantù, che lo aveva festeggiato all’inizio dell’anno.
Faceva anche parte del team di istruttori della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Alto Lario, costituita in seno alle sezioni del Cai di Asso, Canzo e Cantù. Eppure, ieri mattina, mentre si apprestava ad attaccare con altri due alpinisti esperti la via Cassin, in Valle Camonica, sulla Concarena, nel Bresciano, qualcosa è andato storto. Il 37enne canturino è rovinosamente scivolato, probabilmente sul terreno bagnato, per un centinaio di metri.
Nel volo avrebbe battuto più volte il capo sulle pietre, urti che non gli hanno dato scampo. L’allarme è stato immediato. I due compagni di ascesa, entrambi canturini, di 53 e 28 anni, hanno dato l’allarme dal versante camuno della Concarena.
L’intervento del Soccorso Alpino Speleologico è partito attorno alle 7. Il Cnsas ha fatto scattare tutte le procedure “per un infortunio alpinistico”.
Si è alzato immediatamente in volo l’elisoccorso di Brescia, a supporto altre squadre della V Delegazione Bresciana, stazione di Breno. Il recupero è avvenuto dopo lo sbarco con il verricello del tecnico di elisoccorso Cnsas e dell’équipe medica. I soccorritori purtroppo hanno potuto soltanto accertare il decesso dell’alpinista.
A Ono San Pietro sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Capo di Ponte, competenti per territorio. Secondo quanto riferito dal portale specializzato “Montagne & Paesi” i tre amici erano arrivati al rifugio Baita Iseo, sul versante Est della Concarena, a 1.335 metri d’altitudine, nella serata di domenica. Avevano cenato e pernottato per alzarsi presto, alle 5, fare colazione e partire per l’attacco della Cassin. Avrebbero anche chiesto dei viveri alla Baita Iseo, dei panini da portare nello zaino, in previsione della lunga escursione. Terminata la salita, sarebbero scesi verso il Rifugio Campione a 1.946 metri, e da qui avrebbero raggiunto le Baite del Mela e sarebbero quindi tornati al Rifugio Baita Iseo la sera successiva. Sul libro del rifugio, i tre amici, avevano scritto che si erano trovati particolarmente bene all’Iseo, lasciando le loro firme.
Erano attrezzati e molto preparati sull’itinerario. «La rifugista li aveva anche messi in contatto con un esperto della Concarena che, per telefono, aveva dato loro alcune informazioni utili. Questa mattina, poco dopo le 8 – si legge sempre sul portale Montagne & Paesi – quando si è vista davanti i due compagni sconvolti, ha capito subito cosa poteva essere accaduto. La salma è stata quindi recuperata e ricomposta nell’obitorio dell’ospedale di Esine a disposizione dell’Autorità giudiziaria».

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