Residenti-detective contro la movida. «E per i baristi pronte le denunce»

I membri del comitato armati di fotocamera per combattere i vandali
I residenti del centro storico passano al contrattacco. Si trasformeranno in detective privati dotati di macchina fotografica per documentare l’inciviltà delle notti comasche, oltre che di cellulare per avvisare tempestivamente le forze dell’ordine. Ma l’arma più efficace sarà quella della denuncia penale e degli esposti in procura. Mezzi che gli abitanti del centro non esiteranno a utilizzare nei confronti dei gestori “alleati” della movida e contro i baristi sorpresi a vendere alcolici

ai minorenni.
Sono agguerriti i componenti del Comitato comense dei residenti, da oltre due anni impegnati nella lotta contro gli eccessi dei giovani e intenzionati a tutto pur di salvaguardare il diritto al riposo. «Anche adesso arrivano diverse segnalazioni. Certo, il momento critico è in estate – spiega il portavoce del comitato Roberto Salvio – ma ci stiamo muovendo in anticipo». Il riferimento è alla decisione del Consiglio di Stato dello scorso 10 novembre. Un verdetto che ha accolto il ricorso di Confcommercio per la sospensione dell’ordinanza con cui Palazzo Cernezzi aveva imposto la chiusura a mezzanotte per i locali del centro storico.
«Siamo decisi a usare ogni strategia. Da troppo tempo cerchiamo, ad esempio, di fissare un incontro con la Confcommercio per discutere tutti insieme del problema. Ma tutto invano – aggiunge Salvio – L’associazione di via Ballarini non si è mai voluta sedere a un tavolo per confrontarsi».
L’occasione per fare il punto della situazione è stato un incontro organizzato nella sede della Circoscrizione 7 di Como centro. «Abbiamo preso atto della sospensione dell’ordinanza. Ora però agiremo in altri modi – spiega il presidente della 7, Massimo Mascetti – Insisteremo per avere più controlli e per incontrare il questore e il prefetto. Ma soprattutto continueremo a chiedere, anche tramite il Comune, un incontro con Confcommercio. Questo loro mutismo mi sembra scorretto. E come se l’associazione non volesse incontrarci». I residenti dunque si muoveranno su più fronti. «Dentro le mura siamo decisamente svantaggiati. Dai numeri in nostro possesso risulta come nel centro storico la concentrazione di aperture di nuovi locali sia 8 volte superiore che nel resto della città – aggiunge Salvio – E questo si traduce in rumori e schiamazzi sempre più intollerabili, dovuti anche alla maleducazione dei giovani. Sempre più spesso minorenni». E proprio questo è un altro argomento delicato. «Le forze dell’ordine dovrebbero chiedere i documenti a tutti. E vorrei ricordare che – specifica Salvio – se minorenni, si potrebbe far scattare la denuncia verso i genitori». Inoltre viene anche chiesta al consiglio comunale l’approvazione, entro il termine di 60 giorni, del piano acustico già esistente. «Segnalateci casi di inciviltà alla mail comitatocomenseresidenti@gmail.com. Daremo un aiuto concreto a chi volesse sporgere denuncia», aggiunge Salvio.
E a rafforzare ancora di più la convinzione di dover vigilare e circoscrivere la movida, arrivano anche altri dati. «Si sosteneva che chiudere presto i locali influisse sul turismo. Non è vero – conclude il portavoce – In base ai dati forniti dalla Provincia risulta che la scorsa estate il flusso di visitatori sia salito del 5%».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Un gruppo di ragazzi attende di poter entrare in un locale. Chi abita vicino alle discoteche spesso parla di convivenza impossibile

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