Residenti stranieri nella nostra città: in totale sono 12.050
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Residenti stranieri nella nostra città: in totale sono 12.050

I residenti a Como di nazionalità straniera sono 12.050, e cioè il 14,07% della intera popolazione residente (85.655 persone, 40.997 maschi e 44.658 femmine). Statistiche diffuse da Marcello Iantorno, assessore comunale ai servizi demografici. Per quanto riguarda i cinesi, che oggi festeggiano il loro Capodanno, si parla di 457 persone (336 femmine e 221 maschi).
«L’età media degli stranieri residenti è giovane, 33 anni e 3 mesi», spiega Iantorno. I residenti di altri Paesi provengono da 129 Nazioni di tutto il mondo.
I comaschi di origine filippina sono i più numerosi (in totale 1.342). Seguono (considerando solo Stati con più di 100 residenti in città), cittadini provenienti da Turchia (1.065), Romania (1.037), Sri Lanka (844), Albania (764), Ucraina (538) e Tunisia (522).
Si passa poi a Nazioni che registrano meno di 500 persone: Marocco (440), Ecuador (428), Bangladesh (180), El Salvador (379), Ghana (328), Moldova (223), Perù (213), Nigeria (209), Egitto (207), Russia (163), Kosovo (156), Iran (129) e Repubblica Domenicana (102).
Qualche altra cifra: gli statunitensi sono 34, gli svizzeri 73, i francesi 96, i tedeschi 90 e i polacchi 84.
«Il numero dei residenti di origine straniera è in questi anni in aumento e raggiunge la importante percentuale di oltre il 14 per cento della popolazione residente: 12.050 su 85.655 residenti» spiega ancora l’assessore Iantorno.
«Si tratta di una popolazione giovane, dato che l’età media è di soli 33 anni – aggiunge – Como è ormai a tutti gli effetti una città multietnica, dove convivono persone di diversa cultura, formazione e religione; un fattore che accresce il tasso di internazionalità della città».
Secondo l’assessore questa nuova configurazione di Como è destinata a crescere negli anni. «Se rappresenta senz’altro una risorsa per la città – dice ancora Iantorno – pone alla stessa problemi nuovi e diversi rispetto al passato. I residenti di origine straniera contrastano con l’indice di vecchiaia della popolazione residente italiana e con il nostro basso indice di natalità».
«Allo stesso tempo queste persone costituiscono una opportunità nel campo lavorativo e una occasione di crescita culturale per l’arricchimento che apportano alle nostra cultura e formazione – dice ancora – Si tratta però di evitare che gli stranieri restino estranei o appartati rispetto alla città: occorre evitare che si formino separazioni che non giovano, o ghetti che possono danneggiare la vita di tutti e l’immagine di Como».
Quindi la conclusione dell’assessore: «Vanno favoriti lo scambio, la conoscenza e frequentazione tra le varie realtà: la diversità deve costituire una vera opportunità di crescita collettiva».

28 gennaio 2017

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