Resistenza libraria per non arrendersi

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Un amico editore commenta lo stato delle cose di fronte alla crisi che da oltre un anno strozza l’economia culturale: «I lettori non hanno mai avuto così tanto tempo per leggere, occorre avere fiducia».

Che poi lo stesso editore abbia deciso, in base a insindacabile scelta personale, di chiudere baracca e burattini nei prossimi mesi e passare il testimone è solo appunto un fatto privato. L’occasione che ci è stata data, volendo vedere qualcosa di positivo nello sfacelo, è che abbiamo più tempo per i libri.

Ma con centinaia di morti al giorno là fuori, chi ha voglia di rintanarsi in poltrona con un fratello di carta o di bit?  Vedremo più avanti,  lo diranno le statistiche, se a questo sciagurato periodo corrisponderanno numeri con segno più, in un Paese dove si legge generalmente poco nonostante la vasta molte prodotta (200 libri al giorno in media) e non per colpa della sola scuola ma per un complessivo inaridimento dei cuori e delle menti. Intanto chi ha sete di libri e non ha quattrini da spendere se non per il pane può andare in biblioteca.

A Como la “Paolo Borsellino” che  è in ristrutturazione (foto) è aperta ma occorre prenotarsi per il ritiro, all’ingresso provare la temperatura, e naturalmente non si può sostare più del necessario. Già il fatto che la struttura sia un cantiere però a ben vedere è un dato positivo. Si sta lavorando approfittando dell’assenza forzata degli utenti alla sostituzione delle tende frangisole esterne, sul lato di via Volta e sul fronte principale che dà su via Raimondi. Se si lavora significa gettare un ponte verso il futuro, vuol dire che non tutto è perduto e si tornerà a dare un senso alle cose, ai luoghi e a chi è destinato ad abitarli. Non si vive di solo pane ma anche di cultura.

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