Respingimenti illegali in Svizzera. Un dossier nelle mani di Lucini

Cartelli della dogana tra Italia e Svizzera

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Un dossier sui respingimenti illegali o senza fondato motivo è nelle mani del sindaco di Como, Mario Lucini. Che lo ha avuto, un paio di giorni fa, dalla deputata socialista ticinese Lisa Bosia Mirra, attivista dei diritti dei profughi e presidente dell’associazione Firdaus, uno dei gruppi rossocrociati che in queste settimane più si sta impegnando nel dare aiuto ai migranti accampati ai piedi della stazione San Giovanni. Nelle carte che la parlamentare di Bellinzona ha dato al primo cittadino del capoluogo lariano sono raccolte una trentina di storie. Le vite di persone in fuga dalla guerra verso un Paese – la Svizzera – in cui vivono parenti o congiunti prossimi. «Uomini e donne che per nessun motivo potevano essere respinte alla frontiera», dice Lisa Bosia Mirra. La metà di loro, in realtà, è riuscita in questi giorni a varcare la linea di confine tra l’Italia e la Svizzera. Grazie, soprattutto, all’assistenza legale delle associazioni italiane ed elvetiche che hanno denunciato a più riprese la violazione dei trattati internazionali da parte delle forze di polizia rossocrociate. Il documento consegnato al sindaco dovrebbe essere integrato, a breve, da un secondo dossier, redatto questa volta da un gruppo di avvocati ma relativo sempre alle pratiche di respingimento, diventate per certi versi quasi automatiche. Soltanto nella giornata di ieri, dice ancora la deputata del Partito Socialista Ticinese, «sono stati rimandati in Italia 43 minori. Due altri pullman sono partiti per Taranto, alla volta di un centro di accoglienza dal quale, con ogni probabilità, i profughi provenienti da Como fuggiranno il prima possibile per tornare a tentare la carta dell’espatrio verso il Nord Europa. I respingimenti senza motivo di centinaia di profughi restano quindi al centro dell’emergenza che in queste ultime settimane sta travolgendo la città. Non a caso, forse, il sindaco di Como ha chiesto di poter leggere il dossier dell’associazione Firdaus. Il dramma dei migranti, unito a scelte politiche quantomeno discutibili, ha messo in ginocchio il capoluogo lariano e ha costretto l’amministrazione di centrosinistra ad affrontare, in un modo o nell’altro, un’emergenza senza precedenti. Un’emergenza che nelle prossime settimane, dopo la prevista apertura del centro di accoglienza di via Regina, potrebbe quantomeno attenuarsi.

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