Respinta la mozione contro l’assessore Gervasoni

Pierangelo Gervasoni

La maggioranza di Palazzo Cernezzi fa quadrato sull’assessore ai Lavori pubblici, Pierangelo Gervasoni, e respinge la mozione di biasimo presentata dal consigliere Alessandro Rapinese. Una vittoria non proprio “schiacciante”, garantita anche dai voti del sindaco, degli assessori e della presidente del consiglio comunale. La votazione, per la prima volta in modalità segreta, ma a distanza, si chiude con 12 voti favorevoli alla “sfiducia”, 14 contrari e 1 astenuto.

L’astenuto, che si era palesato già nelle dichiarazioni preliminari, è Davide Gervasoni, consigliere di Forza Italia e figlio dell’assessore. Proprio sulla sua partecipazione alla votazione e alla stessa discussione era stato chiesto dai presenti un chiarimento al segretario comunale. A differenza della mozione di sfiducia contro il sindaco, però, quella contro un assessore è solo un giudizio politico. Ovvero, anche in caso di vittoria dei favorevoli, non vi sarebbe stato alcun impegno per Landriscina a sollevare o anche soltanto richiamare una o più deleghe al suo assessore.

La sfiducia era stata presentata in seguito al grande “pasticcio” di via Borgovico, con mezza città completamente paralizzata per i cantieri aperti e chiusi per più volte nel giro di pochi giorni.
Discussa, ma non accolta dalla giunta Landriscina anche l’interrogazione presentata dal capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi, riguardo il futuro dell’area di San Martino. Non si sa quindi a che punto sia il progetto della Provincia per spostare il Setificio e realizzare un grande campus con tutte le scuole superiori del territorio.

Il dibattito sull’ex Ticosa viene invece solo sfiorato. Nell’avanzo vincolato di bilancio ci sono i quasi 5 milioni di euro per rifare la gara e chiudere la bonifica. Spuntano pure 135mila euro per un muro attorno alla Ticosa e 389mila per un evento di arti figurative? Che si tratti del ritorno delle grandi mostre a Villa Olmo. Le risposte sono attese domani sera.

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