Retribuzioni in fondo alla classifica. L’Europa fa piangere gli italiani

In Lussemburgo, Olanda e Germania si incassa il doppio
Per l’Italia il confronto è impietoso. Per Como spietato. L’abisso che distanzia i salari tra il nostro Paese e il resto d’Europa diventa ancora più profondo in riva al Lario. Perché basta percorrere una manciata di chilometri per toccarlo con mano. E incassare stipendi ben più elevati se si ha la fortuna di lavorare oltre il confine che separa l’Italia dalla Svizzera.
Una scelta, va precisato, che non è priva di fatiche, come molti frontalieri comaschi ben sanno. E come raccontano a pagina 5. Alzatacce al mattino, rientri
in tarda serata, chilometri di strada da macinare ogni giorno, minori tutele sindacali in caso di crisi. La paga, però, è di tutto rispetto, il doppio o il triplo di quanto si intasca qui nel Comasco per fare lo stesso lavoro. Un paradiso, insomma.
Anche perché alzatacce e chilometri da macinare non sono una prerogativa dei soli frontalieri. Sono infatti sfide quotidiane pure dei molti pendolari comaschi che, invece di puntare a Nord, in direzione Chiasso o Lugano, per lavoro “scendono” ogni giorno verso Milano, salendo sui disastrati treni regionali o imboccando le trafficate autostrade e tangenziali. Senza portare a casa i lauti stipendi erogati in Canton Ticino.
In ogni caso, un dato è inoppugnabile. Ed è il punto di partenza di ogni ragionamento. In qualunque direzione si guardi, gli stipendi italiani sono bassi, troppo bassi. Lo certificano i dati diffusi da Eurostat, l’agenzia di statistica dell’Unione Europea, con sede nella città di Lussemburgo. In fatto di retribuzioni, la Penisola è in fondo alla classifica europea. Persino la Grecia, con una retribuzione media lorda di 29mila euro all’anno, batteva l’Italia, ferma a quota 23mila.
Batteva, perché i dati sono relativi al 2009, dunque non tengono conto della drammatica crisi che Atene sta oggi vivendo e che ha fatto precipitare verso il basso le paghe.
Grecia a parte, resta il fatto che retribuzioni peggiori delle nostre, come mostrato nella tabella a sinistra, vengono versate soltanto in quattro Paesi: Portogallo, Slovenia, Malta e Slovacchia. Il Lussemburgo guida la graduatoria europea, con stipendi medi lordi che sfiorano i 50mila euro all’anno, più del doppio di quelli italiani.
Irraggiungibili anche l’Olanda, la Germania e il Belgio, tutti al di sopra della soglia dei 40mila euro, quindi con stipendi praticamente doppi rispetto all’Italia. Persino la Francia ci umilia: è al settimo posto con retribuzioni di oltre 33mila euro.
E per chi abita a Como il confronto non si limita ai Paesi appartenenti all’Unione Europea. A due passi dal Lario, infatti, c’è la Confederazione elvetica. Con i suoi super-stipendi pagati oltre il confine. Un motivo in più per piangere.

Marcello Dubini

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