Il retroscena: primarie Dem addio in vista delle elezioni

Le bandiere del Partito Democratico

Addio primarie per le candidature alle regionali e alle politiche. Nel Pd si fa avanti l’ipotesi della più semplice e comoda consultazione degli iscritti. Propedeutica a una decisione dall’alto che soprattutto per il voto di marzo porterà a una composizione verticistica delle liste.
In casa Dem si cominciano a fare i primi passi verso la definizione delle candidature. Le prospettive, sul Lario, non sono positive. Nei 3 collegi uninominali comaschi le possibilità di battere il centrodestra sono nulle.
Nessuno sgomita, quindi, per trovare un posto sulla scheda. Altro discorso riguarda invece la quota proporzionale. Una collocazione in cima alla lista potrebbe significare elezione certa.
Il fatto è che l’ampiezza dei collegi non aiuta. Alla Camera la provincia di Como “corre” assieme a Varese, Lecco e Sondrio. Al Senato, come sempre, la partita è regionale.
Dei due deputati uscenti è Chiara Braga ad avere forse maggiori chance di riconferma. Sia per essere stata nella segreteria nazionale del partito con Matteo Renzi sia perché ha alle spalle soltanto due legislature contro le quattro di Mauro Guerra, deputato dal 1992 al 2001 prima di essere rieletto nel 2013.
Discorso completamente diverso, invece, per le regionali, dove la collocazione in lista ha un peso relativo, dato che per entrare al Pirellone bisogna in ogni caso raccogliere migliaia di preferenze.
Dopo la recente modifica della legge elettorale, le liste del collegio proporzionale comasco saranno composte da sei candidati: tre uomini e tre donne.
I cittadini potranno pure esprimere due preferenze, ma soltanto se decideranno di votare un uomo e una donna.
Una solida certezza, in casa Dem sul Lario, è l’uscita dal consiglio regionale, dopo tre legislature, di Luca Gaffuri.
Altra certezza (con margini tuttavia di errore) sembra riguardare la candidatura dei due nomi considerati tra i più forti dentro il Pd: Maria Rita Livio, presidente della Provincia e più volte in passato sindaco di Olgiate Comasco e Alberto Gaffuri, sindaco di Albese con Cassano e renziano della prima ora. In alternativa alla Livio – «ma non necessariamente», dice qualcuno – potrebbe essere della partita anche l’ex segretaria provinciale Savina Marelli, leader della corrente orlandiana e assessore a Como con Mario Lucini.
Un posto nella lista per le regionali dovrebbe essere appannaggio di Edoardo Pivanti, responsabile dei giovani del partito. Possibile anche la candidatura di Paolo Furgoni, sindaco di Cernobbio, legato politicamente a Luca Gaffuri. Un outsider di lusso che potrebbe scompaginare i piani dati per certi.

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