«Revisioni false»: la Polizia Stradale ferma 78 pullman di Asf

Bus piazza Vittoria

Il funzionario della motorizzazione entrava nell’area addetta alle revisioni dei pullman di linea della Asf, appositamente predisposta per tutte le verifiche.
Le sedute – quando fissate – prevedevano una dozzina di torpedoni da controllare, con una tempistica molto cadenzata da venti minuti l’uno. Il tempo necessario, insomma, per controlli visivi (luci, abbaglianti, frecce), verifiche strumentali (freni) e manuali, come lo sterzo.
Tre pullman all’ora insomma da passare al setaccio, per un totale di quattro ore per arrivare ai dodici pullman previsti da programma.
Ma il funzionario della motorizzazione, nell’area dedicata a queste operazioni, ci rimaneva per un tempo decisamente inferiore, non sufficiente a portare a termine il lavoro. I controlli della polizia stradale di Como – che già stava indagando sul funzionario in questione, lo stesso arrestato nei mesi scorsi per gli esami con il trucco compilati al posto degli autisti – si sono così concentrati anche su questo fronte.
L’esito dell’inchiesta – che si è concretizzato ieri mattina con il sequestro di decine di carte di circolazione – è stato clamoroso. Ben 78 pullman di Asf, l’azienda di trasporto pubblico della provincia, sono stati fermati nel deposito dell’azienda in quanto non in regola con la revisione. Non potranno dunque viaggiare. Stiamo parlando di una percentuale clamorosa del parco mezzi dell’azienda che si aggira attorno alle 300 unità e che in questa vicenda, lo sottolineiamo, è parte lesa.
L’operazione della Stradale di Como rientra nell’inchiesta “Porte Aperte” già attiva da mesi su presunte irregolarità che ruotavano attorno ad alcune autoscuole della provincia e a un funzionario della motorizzazione di Como, Antonio Pisoni, 60 anni, di Olgiate Olona. Il fascicolo è affidato al pubblico ministero Massimo Astori e le ipotesi di reato vanno dal falso alla corruzione.
Il falso riguarderebbe le revisioni degli autobus di Asf, mentre la corruzione riguarderebbe un’altra cospicua fetta di revisioni presumibilmente non realizzate e relative a torpedoni di aziende private o a camion. In totale, anche se i sequestri delle carte di circolazione sono ancora in corso, sarebbero 159 i mezzi pesanti – tra pullman e tir – finiti nell’occhio del ciclone. Da quanto è stato possibile appurare, la procedura di revisione ha una disciplina molto rigida e deve essere effettuata ogni anno. L’inchiesta avrebbe abbracciato un lasso di tempo minimo, tra febbraio e il 23 maggio del 2017. L’incredibile mole di presunti falsi nelle revisioni, dunque, si sarebbe concentrata in queste poche settimane. Pisoni avrebbe agito da solo, recandosi nel parcheggio di Asf e effettuando da solo le verifiche sullo stato di salute dei mezzi. Ad ogni revisione passata, avrebbe poi stampato un tagliandino che provava l’avvenuto controllo del torpedone. Secondo la stradale tuttavia quei tagliandini venivano stampati in serie e non dopo i 20 minuti necessari per il controllo. Questa è almeno la tesi investigativa di una inchiesta che sarebbe tra l’altro ben più ampia, ramificata e soprattutto lontana dalla chiusura. Nel mirino sarebbero finite infatti anche le commissioni mediche, le patenti speciali e i collaudi delle auto per i disabili.
Mauro Peverelli

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