Cronaca

Riattaccato il pollice destro amputato da una lama

Intervento eccezionale al Sant’Anna. La gioia del 28enne: «Ero disperato, ora sorrido»
«Ero convinto di aver perso definitivamente il pollice, ero sicuro che non ci fossero più speranze». Parole di disperazione, che Michele, 28 anni, pronuncia però con il sorriso, mostrando orgoglioso la mano destra. Dalla vistosa fasciatura spunta il pollice che solo due settimane fa il giovane salumiere era certo di aver perso, strappato interamente dalla lama di un apparecchio utilizzato per lavorare. L’incidente si è verificato alla salumeria “Baldo”, a Cantù, dove Michele Biscotti lavora da tempo. Tranciato da una sega a nastro, il pollice destro del giovane era completamente amputato. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Sant’Anna, il giovane ha trovato ad aspettarlo il chirurgo plastico Tommaso Guzzetti.
«Di solito, in caso di un dito strappato come è accaduto a Michele, ci sono ben poche possibilità di reimpianto – spiega il chirurgo – Il pollice infatti era stato strappato dalla mano con tutti i tessuti molli, in particolare il tendine estensore e arterie e nervi. L’osso, inoltre, era plurifratturato».
Pensando soprattutto alla giovane età del paziente, Tommaso Guzzetti ha deciso di procedere con il reimpianto.
«Prima di portare Michele in sala operatoria gli ho detto che non avrebbe più avuto il pollice, per non creargli false speranze – dice il chirurgo – Poi, analizzata nel dettaglio la situazione ho deciso di procedere». L’operazione di microchirurgia è durata oltre 4 ore. Il chirurgo ha prima ricostruito il dito e poi ha proceduto al reimpianto, utilizzando strumenti di altissima tecnologia e fili di sutura con un diametro inferiore al millimetro. «Vista le gravi lesioni dei tessuti molli – spiega Guzzetti – per procedere al reimpianto è stata disseccata un’arteria del dito indice che poi è stata utilizzata per la rivascolarizzazione del pollice amputato. Superata questa fase abbiamo potuto procedere con la sutura delle vene e con la copertura cutanea».
Ieri, quindici giorni dopo l’incidente, Michele Biscotti è stato dimesso.
«Entro 30-45 giorni al massimo – spiega Tommaso Guzzetti – appena l’osso sarà ben guarito il paziente potrà ricominciare a utilizzare il pollice. Naturalmente nelle prossime settimane proseguirà con le cure e i controlli, ma a distanza di due settimane dall’intervento possiamo essere tranquilli».
«Voglio ringraziare di cuore il dottor Guzzetti ma anche tutto il personale dell’ospedale – dice raggiante Michele – Sono persone di grande valore e professionalità. Torno con il sorriso e ho voglia di riprendere il lavoro».
Un «grazie» va anche ai colleghi di Michele.
«Hanno capito la gravità della situazione ma hanno avuto un sangue freddo eccezionale – dice il giovane salumiere – Non solo sono riusciti a tenermi calmo, ma hanno anche recuperato il pollice e lo hanno sistemato nel ghiaccio. Infine mi hanno fatto un laccio emostatico per impedire che perdessi troppo sangue in attesa dell’ambulanza. Io sono sempre rimasto lucido e cosciente e ho capito di aver perso il dito. Ero certo che non lo avrei mai più riavuto, davvero, ero rassegnato. È stato drammatico».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il chirurgo Tommaso Guzzetti con Michele Biscotti che mostra il dito fasciato (Mv)
31 Maggio 2012

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