Ricatti ai clienti delle lucciole. In manette anche un senegalese

In azione i carabinieri di Mariano Comense
Altro arresto dei carabinieri – questa volta della stazione di Mariano Comense – nell’ambito dell’inchiesta per l’estorsione ai clienti delle prostitute. Fotografati e poi ricattati con una richiesta di soldi in contanti per non divulgare ai familiari il “vizietto” di appartarsi con le lucciole. Dopo un 45enne di Merone, nelle scorse ore è finito in cella anche un 37enne del Senegal, in Italia senza fissa dimora, ritenuto dagli inquirenti il complice dell’italiano. Lo straniero, secondo
la tesi accusatoria, sarebbe stato il titolare di una carta di postepay su cui finivano i soldi raccolti con le estorsioni. L’uomo deve rispondere anche della falsa attestazione dell’identità. La storia è quella già raccontata due giorni fa. La coppia, il 45enne di Merone e il senegalese, per arrotondare aveva infatti scelto un metodo del tutto particolare e, soprattutto, illegale: l’appartarsi di notte nelle zone frequentate dalle prostitute, nascosti tra i cespugli, per poi appuntarsi su un taccuino i numeri di targa delle auto dei clienti delle lucciole. Clienti che poi venivano ricattati con la richiesta di contanti – 200 euro – per non rivelare ai familiari (mogli, fidanzate, o anche semplici parenti) ciò che avevano fatto. All’italiano sono contestati quatto episodi di estorsione, al senegalese una sola tentata estorsione. Ma al vaglio degli inquirenti ci sono altri eventi che potrebbero essere ricondotti sempre alle stesse persone. Per scoprire i nominativi di chi si appartava con le prostitute, i due inviavano mail con regolare richiesta di informazioni alla sede centrale dell’Aci.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Una prostituta abbordata da un’auto: gli arrestati ricattavano i clienti delle “lucciole”

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