Ricatti al prete per i messaggi hot: patteggia

palazzo di giustizia como

Quando si erano conosciuti, gli aveva raccontato di essere in difficoltà economiche. Lui si era offerto di aiutarla e si erano scambiati il numero di telefono. Poi la relazione era andata oltre, e l’uomo – un sacerdote 70enne che operava nel Comasco – si era invaghito della ragazza fino a inviarle messaggi espliciti, con richieste di prestazioni sessuali. Sms che erano finiti nella mani del compagno della donna – un 32enne residente a Corbetta, nel Milanese – che aveva iniziato a ricattare il religioso, chiedendo soldi in cambio di silenzio.
La prima richiesta era stata di mille euro, la seconda di altri duemila, fino ad arrivare alla cifra complessiva di 3.950 euro.
Infine, il 32enne decise di fare il “botto”, chiedendo 50mila euro. Il sacerdote, stremato e intuendo di non riuscire a uscire da questa vicenda, si presentò dai carabinieri della compagnia di Como, raccontando l’accaduto e chiedendo il loro aiuto.
Fu così che i militari organizzarono un appostamento al momento del passaggio di consegne dei soldi, che in precedenza erano stati fotocopiati.
Il 32enne fu così arrestato in flagranza di reato e portato nel carcere del Bassone.
I fatti, che risalgono a un periodo compreso tra il maggio e 14 giugno 2019, giorno del blitz dei carabinieri, sono finiti ieri di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como, Francesco Angiolini. I legali che hanno assistito il 32enne, Ivan Colciago e Francesca Binaghi, hanno raggiunto un accordo con la pubblica accusa (pm Valentina Mondovì) per patteggiare la pena a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, con 445 euro di multa. Patteggiamento che è stato ratificato ieri mattina nel corso dell’udienza.
L’imputato dovrà anche risarcire le spese processuali.
Il giudice ha anche disposto la restituzione del telefono cellulare dell’imputato che era stato posto sotto sequestro.

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