Ricercato per un omicidio in Pakistan, tentava di entrare in Svizzera

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L’hanno trovato mentre, a bordo di un treno che da Milano doveva raggiungere Zurigo, viaggiava senza documenti di riconoscimento. Le forze di polizia elvetiche l’hanno così restituito all’Italia, consegnandolo alla polizia di frontiera. Sul suo capo pende un mandato di arresto internazionale per un omicidio avvenuto in Pakistan quando, al culmine di una lite con un altro contendente, avrebbe ucciso una delle sue tre figlie.

Ora, dopo mesi di ricerche (il mandato di cattura internazionale è del 3 novembre 2017) un pakistano di 29 anni è stato arrestato, restituito all’Italia da dove cercava di scappare e, nelle scorse ore, condotto nel carcere del Bassone. Si tratta dell’ennesimo arresto provvisorio ai fini dell’estradizione eseguito nella provincia di Como in questi ultimi mesi.

La segnalazione è già stata inoltrata alla Corte d’Appello di Milano chiamata a decidere sull’estradizione in un Paese in cui, ancora oggi, è in vigore la pena di morte per determinati tipi di reati. Esecuzioni capitali che, secondo un recente rapporto di Amnesty International, sarebbero in forte calo.
L’uomo, come detto, è stato sorpreso su un treno che, dopo essere partito da Milano, stava entrando in Svizzera per poi proseguire alla volta di Zurigo. Non aveva con sé documenti ma i funzionari sono riusciti comunque a risalire all’identità attribuendola a quella dell’uomo da tempo ricercato in Pakistan. La restituzione alla polizia di frontiera è avvenuta nel pomeriggio della giornata di giovedì.

Da quanto è stato possibile apprendere, il 29enne non avrebbe voluto allertare il proprio consolato. La pratica invece, come detto, è già sul tavolo della 5ª sezione penale di Milano della Corte d’Appello, che a sua volta informerà dell’arresto il Ministero della Giustizia. Toccherà a loro prendere decisioni su una eventuale estradizione in Pakistan come chiesto con il mandato di cattura internazionale. 

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