Ricorrenza della Madonna del Prodigio Regata e processione fino a Garzola

L’evento celebrativo
Sport nautici protagonisti oggi in città per un evento che unisce l’attività sportiva alla religione. L’occasione è la ricorrenza della Madonna del Prodigio, alla quale è dedicato il santuario di Garzola. A partire dalle 18 è in programma una regata che partirà dall’imbarcadero di Cernobbio per arrivare fino al molo di Sant’Agostino. A seguire, corteo fino al santuario di via Tommaso Grossi e poi processione fino a Garzola, dove verrà recitato il rosario prima della messa conclusiva

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L’evento è organizzato dalle società sportive nautiche di Como e dalla parrocchia di Garzola, in collaborazione con l’ufficio Sport di Palazzo Cernezzi. «Per la prima volta abbiamo scelto di associare la manifestazione sportiva a quella religiosa – dice l’assessore allo Sport, Stefano Molinari – È un modo per sottolineare il valore del santuario di Garzola e per dare un segnale di collegamento delle società sportive con la città».
Alla regata parteciperà una trentina di imbarcazioni delle società sportive con un centinaio di atleti, che trasporteranno l’icona della Madonna del Prodigio. L’immagine sacra sarà poi accompagnata in corteo dai rappresentanti delle società sportive nautiche verso il Santuario del Sacro Cuore, in via Grossi. Da qui prenderà il via la fiaccolata religiosa per Garzola. La messa sarà celebrata dal vescovo di Lugano, Piergiacomo Grampa.
All’evento hanno già aderito le società Canottieri Lario, Cernobbio, Blevio, Torno e Moltrasio e i club subacquei Como Sub, Sub Nettuno e Diving Center Gomma Club Anaconda, Yacht Club, Osha Asp e Ice Club Como.
«Il quadro della Madonna del Prodigio – spiega il parroco di Garzola, don Maurizio Salvioni – è venerato dal 12 settembre 1669, giorno in cui una nave veneziana in fuga da Creta rischiava di affondare a causa di un forte nubifragio. I marinai, disperati, recuperarono tra le onde il quadretto e in quel momento la tempesta si placò. Da Venezia, l’immagine sacra ha poi cambiato più volte città, seguendo le vicissitudini della famiglia proprietaria del quadro, fino ad approdare agli inizi del Novecento a Garzola».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il Santuario di Garzola

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