Ricostruita nella notte la casetta del lungolago. Arriva pure l’ispettorato del lavoro

© | como. . La casetta sul lungolago © Milanta

Il sindaco Lucini: “Un fatto gravissimo. Un atto di forza senza precedenti”
Ambrosetti, legale del privato: “Rispettiamo la sospensiva. Abbiamo atteso invano di incontrare il Comune”

(p.an.) E alla fine la casetta bianca di legno, stile coloniale è tornata sul lungolago, nell’unico tratto riqualificato del lungolago, la passeggiata “Amici di Como”.
Non sembra avere fine il tormentone dell’estate “casetta sì, casetta no…”. E alcuni passaggi della vicenda, così come l’intervento per smontare il manufatto avvengono sempre nottetempo.
L’ultima mossa ha colto decisamente di sorpresa l’amministrazione comunale e ora l’intera vicenda è già finita in Procura, a Como. Il Comune ha infatti presentato lunedì un esposto su presunte violazioni della società che ha installato la casetta destinata alla vendita di cibo e bevande: un esposto che probabilmente ora verrà integrato con i fatti accaduti nella notte.
Il sindaco di Como, Mario Lucini, in mattinata si è limitato a dire che «la ricostruzione della casetta non era stata autorizzata».
La partita si è però spostata da tempo sul fronte delle carte bollate.

Ricordiamo in breve la vicenda. Un privato presenta domanda e ottiene la concessione in Comune per montare una struttura provvisoria per lo “street food”, per distribuire cibo, insomma sul lungolago.
La concessione viene data dal 1° maggio al 31 agosto. Poi il Comune ci ripensa, nega il via libera, a causa della “mancanza di alcuni documenti”. Il privato ricorre al Tar e ottiene la sospensiva dell’ordinanza di demolizione o meglio rimozione della casetta.

Peccato che Palazzo Cernezzi si fosse affrettato a smantellare, dopo due maldestri tentativi non riusciti tutto il manufatto. Il Comune annuncia così il ricorso in Consiglio di Stato contro la sospensiva.
«Abbiamo più volte dato la nostra disponibilità ad incontrare il Comune per risolvere la vicenda – spiega Massimo Ambrosetti il legale del privato titolare della concessione – ma la nostra possibilità non è stata accolta. Così abbiamo deciso di rispettare la sospensiva del Tar. Si tratta ad ogni modo di una vicenda incomprensibile».
Quando scadrà la vostra concessione?
«Il 31 agosto e se va bene, il Consiglio di Stato discuterà la vicenda il 20 agosto. Ma vi pare una cosa possibile? – si chiede Ambrosetti – Il mio cliente ha il diritto di lavorare in quegli spazi, non capisco questo accanimento. Un ricorso in Consiglio di Stato ha anche costi importanti, che il Comune dovrà sostenere. Il dubbio è che si sia soltanto voluto prolungare i tempi di una vicenda kafkiana».

Nel pomeriggio un altro colpo di scena: sul cantiere arriva l’Ispettorato del Lavoro e sospende i lavori, per ragioni di sicurezza.

“Mi pare un fatto gravissimo, che il Comune non ha in alcun modo autorizzato, di cui non eravamo stati messi a conoscenza e che è stato portato avanti con un atto di forza senza precedenti. Mi piacerebbe anche sapere chi abbia aperto la passeggiata agli operai e se le operazioni siano state effettuate prima o dopo la chiusura al pubblico dell’area”. Questo il commento rilasciato oggi dal sindaco di Como Mario Lucini sulla vicenda della casetta che nella notte tra martedì e mercoledì è stata rimontata sul lungolago. Proprio nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva depositato un esposto in Procura sottolineando, tra l’altro, come la casetta fosse sprovvista della necessaria autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Provincia e che la legale rappresentante di Chops srl avesse compiuto una dichiarazione non rispondente al vero in quanto la società è debitrice del Comune di Como. “Nelle prossime ore gli uffici valuteranno i prossimi passi” conclude Lucini.

 

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