Rider, non si può morire per una pizza

Presidio contro aziende

(ANSA) – TORINO, 28 DIC – I rider sono tornati in piazza, a Torino, per protestare contro lo sfruttamento delle aziende di food delivery. "Non si può morire per una pizza" si legge su un volantino che stanno distribuendo nella centrale piazza castello. Lo scorso 19 dicembre, un rider di Glovo è stato investito da un pirata della strada, che si è costituito dopo alcuni giorni. L’uomo, un pakistano di 31 anni, è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Giovanni Bosco. "Siamo qui per lui e per quelli come lui, che lavorano senza sicurezze per racimolare quattro soldi – dice Malik Adnan Sher, referente dell’Associazione Pakistan Piemonte – Sono tanti i nostri connazionali che lavorano come rider. Senza tutele. In bici che piova o che ci sia il sole". La paga è "di pochi euro", spiegano i manifestanti. "Per pochi euro si rischia la vita, un braccio o una gamba. Chiediamo all’azienda che ci fornisca almeno i minimi dispositivi di sicurezza come il caschetto e il fanale".

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