Ridurre i costi della politica non a parole ma con i fatti

Ridurre gli stipendi dei politici, dal Comune allo Stato, riducendo così i costi della politica, è cosa semplicissima. Lo stipendio che percepiranno sarà pari a quanto da loro dichiarato nella denuncia dei redditi sia da lavoratore dipendente sia da imprenditore, prendendo in considerazione gli ultimi tre anni, più un contributo spese, che siano di viaggio o di pernottamento.
Considerato che i consiglieri comunali percepiscono un gettone di presenza che è a malapena sufficiente per coprire le spese vive sostenute nell’espletamento del loro mandato – parlo del costo della benzina o generali – il risparmio vero lo abbiamo già dagli assessori comunali, provinciali, a quelli regionali, ai parlamentari. Si è spesso parlato di senso della politica come un dovere, un senso civico, e non per mero arricchimento, spesso criticando ferocemente e a ragione quelle migliaia di euro che percepiscono, anche in momenti drammatici vista la congiuntura economica del nostro Paese.
Si è invocato da più parte un ridimensionamento di questi compensi, con prese di posizione pubbliche, soprattutto dei nostri  onorevoli. Allora diamo un’aggiustata, vedremmo fin da subito chi è consapevole e coerente con quello che dice, e chi invece ne fa retorica. Vediamolo subito se la pensano ancora così; è così che dovrebbe essere per me, che sono contrario ai politici di professione o ai politicanti della politica. Certamente nessuno dovrà nascondersi dietro a inverosimili scuse per non sentirsi investito di questo dovere; democrazia vuole dire partecipazione, un dovere che spetta a ogni cittadino. Ma dico di più, per i più virtuosi, quelli che ottengono più di un mandato, ci potrebbe essere un “premio”, sempre nella misura dello stipendio percepito come lavoratore o dichiarato come imprenditore, e non come oggi che la buonuscita equivale magari a sei mensilità percepite nel corso del proprio mandato, oppure anche a diverse migliaia di euro.
Ridurre i costi della politica, oggi che si chiedono sacrifici a pensionati e lavoratori, in primis, diventa doveroso non solo a parole, ma con i fatti. Anche in questo caso si abbatterebbero i costi della politica e magari si arginerebbe anche l’evasione fiscale, perché per giustificare il proprio compenso una persona, assessore o parlamentare che sia,  deve averlo perlomeno dichiarato nella propria denuncia dei redditi.
Renato Meroni

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