Rifiuti a Como, c’è il rischio che la bolletta possa aumentare

2 Aprica cassonetti spazzatura

Ogni giorno, tutti i comaschi – dal più anziano a quello appena nato – producono poco meno di un kg e mezzo di pattume.
Prodigi della statistica, ovviamente. O meglio, della matematica. Sta di fatto che le quasi 63mila utenze domestiche e non domestiche della città buttano ogni anno nel “secchio” 44.581 tonnellate di spazzatura. Il 72% di questa massa enorme di rifiuti viene differenziata e una parte rivenduta ai consorzi che riciclano carta, vetro o alluminio. Il resto finisce nel termovalorizzatore. E diventa combustibile per il teleriscaldamento.
La gestione della macchina che tiene la città pulita è costosa. E interamente a carico dei cittadini, così come vuole la legge. La giunta di centrosinistra, qualche anno fa, decise di sperimentare il “porta a porta” per alzare la quota di differenziata e tentare di abbassare i costi.
Il primo obiettivo è stato raggiunto, il secondo no. Il contratto siglato da Lucini e Magatti con Aprica scade alla fine di quest’anno e l’esecutivo di Como, con qualche ritardo, ha presentato ieri il bando per la nuova gara. La cui base d’asta sarà di 105 milioni di euro per 5 anni.
Un bando, ha spiegato ieri in conferenza stampa l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi Marco Galli, «in cui sono contenute molte novità e non pochi miglioramenti del servizio». Ma che potrebbe anche far lievitare la bolletta dei cittadini. «Soltanto al termine di questo lungo percorso sapremo dare valore alla tariffa – ha ammesso Galli – il cittadino potrebbe pagare di meno, in maniera identica a oggi e forse qualcosa in più, ma avrebbe comunque più servizi e ritroverebbe sicuramente una città più pulita».
Un entusiasmo, quello di Galli, frenato tuttavia in chiusura di conferenza stampa dal sindaco Mario Landriscina, consapevole del fatto che parlare anche soltanto di un possibile aumento dei costi dei rifiuti, soprattutto in un momento come questo, potrebbe non essere compreso da tutti. «Il nostro obiettivo è di non alzare le tariffe – ha detto Landriscina – le famiglie soffrono e confidiamo che una gara con una base d’asta così ampia ci permetta di fare qualche risparmio. Le esperienze di altre città simili alla nostra, peraltro, sono incoraggianti. Certo, potevamo scrivere il libro dei sogni ma abbiamo scelto un più sano realismo. Abbiamo lasciato aperta la porta a sperimentazioni senza mettere a rischio la qualità del risultato».
Gli obiettivi
I punti cardine del nuovo appalto saranno l’aumento della quota di differenziata, un maggiore riciclo dei materiali e una maggiore pulizia di città e lago. Il progetto approvato dalla giunta si basa su quello attuale, ma viene «arricchito» con l’acquisto di alcune stazioni eco- mobili – vale a dire furgoncini attrezzati per la raccolta di rifiuti urbani di provenienza domestica destinati ai centri di raccolta e spesso per questo gettati con l’indifferenziato – e la creazione di isole ecologiche temporanee dedicate al conferimento differenziato nei quartieri; e ancora, l’utilizzo di eco- compattatori dedicati alla raccolta specifica di rifiuti speciali (come i pannolini, che verranno finalmente riciclati).
Sarà anche separata la raccolta di vetro e lattine e, per le utenze non domestiche, quella di carta e cartone. Previsto anche l’acquisto di un catamarano per la pulizia del lago.

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