Rifiuti “abusivi” in discarica. Presa d’assalto la piattaforma

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I ”furbetti” della spazzatura
La struttura, priva di controlli regolari, risulta aperta anche ai non comaschi

(l.m.) Siete in fase di trasloco? Avete una soffitta o uno scantinato pieni di cianfrusaglie e le dovete sgomberare? Non sapete più dove mettere il computer rotto, la batteria dell’auto esausta, oppure suppellettili, mobili e materassi ormai in disarmo?
Anche se non siete residenti a Como, e magari venite in città solo per lavoro o per diporto, niente paura. Potete allinearvi alla sequela di abusivi che con la loro brava spazzatura prodotta fuori dai confini del capoluogo lariano infestano

la piattaforma ecologica provvisoria di via Pietro Stazzi a Como, nell’area dell’ex macello.
Una struttura aperta tutti i giorni (domenica compresa, tranne il lunedì), e a quanto pare presa di mira anche da tanti furbetti non comaschi che gravano così sulle casse del Comune.
Sì, perché l’accesso alla piattaforma ecologica del capoluogo è riservato ai privati residenti di Como e ai proprietari di immobili in città, ad onlus con sede in Como e a titolari o dipendenti di imprese e attività produttive cittadine, ma solo per determinate categorie di rifiuti. Però, attualmente, non viene compiuto nessun controllo. Si passa dal cancello di via Stazzi e si accede ai vari container per la raccolta: legno, ferro, “ingombranti” eccetera.
Abbiamo voluto testarlo di persona: purtroppo succede. Tra giugno e luglio abbiamo più volte testato l’accesso alla piattaforma, anche con auto con targa diversa da quella comasca, e in differenti orari. Nessuno ha chiesto documenti di sorta: ci hanno solo indicato dove deporre i rifiuti a seconda della tipologia.
Peccato che in altri comuni della provincia (ad esempio Cadorago, meno di un decimo degli abitanti di Como) l’accesso alle piattaforme sia regolarmentato con tanto di sbarra e di tessera.
«Finché non avremo anche noi una sede definitiva, a cui stiamo lavorando con il nuovo gestore del servizio rifiuti, Aprica – dice Bruno Magatti, assessore all’Ecologia di Palazzo Cernezzi – tale incresciosa situazione, che purtroppo ben conosciamo, si ripeterà. Da quando Aprica è entrata in gioco, dai primi di luglio, abbiamo anche coinvolto la polizia locale per stanare i “furbetti”. E con qualche risultato. Infatti abbiamo intenzione di essere ancora più aggressivi. Ma il malcostume è molto diffuso, e spesso aggravato: chi è respinto ai cancelli della piattaforma perché palesemente non in regola, spesso ringrazia il Comune di Como abbandonando i rifiuti lungo la strada. Otterremo una deterrenza davvero efficace solo quando, con la nuova piattaforma, regoleremo l’accesso con l’obbligo agli utenti di mostrare la carta regionale servizi».

Nella foto:
Uno degli accessi alla piattaforma ecologica di via Stazzi gestita da Aprica, azienda che fa parte del gruppo A2A (foto Mattia Vacca)

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