Riflessione a Cermenate. In primo piano il lavoro e la lotta alle mafie

Serie di iniziative
Una giornata, quella di oggi, che a Cermenate sarà dedicata alla riflessione sulla difesa dell’occupazione e della legalità. “Lavoro punto fermo”, questo il nome dell’iniziativa, prevede alcuni dibattiti con sindacalisti, imprenditori e associazioni no profit.
«Una festa popolare di riflessione e di impegni contro le mafie, per il lavoro, per la responsabilità sociale» spiegano gli organizzatori.
Lungo l’elenco dei protagonisti di questa giornata, a partire dal presidente del
Tribunale di Milano Livia Pomodoro, Carlo Pesenti al vertice di Italcementi Group, molti dirigenti generali nazionali dei sindacati dell’edilizia, dei metalmeccanici, dei bancari come Domenico Pesenti, Marco Bentivogli e Giacinto Palladino e poi le associazioni antiracket italiane con Maria Teresa Morano, i ragazzi anti gomorra di Napoli di Nuova Cucina Organizzata con le oltre quaranta associazioni del territorio, Gaetano Saffioti, l’imprenditore calabrese che ha detto no ai boss della ‘ndrangheta.
L’evento prenderà il via alle ore 9, quando sarà alzata la bandiera antimafia. Poi, alle 10, verrà piantato un albero nel parco Scalabrini dedicato ad Epifanio Li Puma, il sindacalista ucciso nelle Madonie dalla mafia, alla presenza dei familiari.
Alle 10.30, nell’aula del consiglio comunale, inizia il convegno “Lavoro punto fermo”, con le personalità elencate, con introduzione da parte del sindaco di Cermenate, Mauro Roncoroni, e di Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl di Como, che cura l’organizzazione di questa iniziativa assieme ad altre associazioni e istituzioni del territorio.
Dopo il pranzo, curato da Nuova Cucina Organizzata, ci sarà una nuova serie di riflessioni nella sede di via Di Vittorio 10 dove il ministero dell’Interno, con l’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, ha assegnato al Progetto San Francesco una villetta confiscata alla ’ndrangheta.

Nella foto:
La cerimonia di consegna della villetta di Cermenate sequestrata alla ’ndrangheta

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