Riforma delle Asl: Como con Varese e Monza

Asl di Como accorpata a quelle di Varese e Monza e l’azienda ospedaliera Sant’Anna inglobata in un nuovo organismo, la Asst, azienda sociosanitaria territoriale e azienda ospedaliera.
È quanto previsto dal nuovo testo della riforma sanitaria che dovrebbe ridisegnare l’assistenza in regione Lombardia. Il nuovo documento, presentato nei giorni scorsi ai capigruppo del consiglio regionale, è una sorta di compromesso tra le tre differenti proposte presentate da Lega Nord, Forza Italia e Nuovo Centrodestra.
Il percorso della riforma sanitaria si sta rivelando particolarmente complesso. L’iter ha previsto, tra le tappe principali, la presentazione del cosiddetto “libro bianco della sanità”, una bozza sulla quale, già dall’estate scorsa, si sono confrontati ed espressi i principali attori del mondo socio-sanitario.
Nel dicembre scorso, la maggioranza che governa la Lombardia si era spaccata sul progetto e dalla divisione erano nate le molteplici proposte di riforma.
A questo punto, il presidente della Regione Roberto Maroni e il suo vice Mario Mantovani, assessore alla Sanità, provano a tirare le fila con il nuovo testo, definito «una sintesi ragionata e coerente di tutte le proposte di legge presentate».
Modalità e tempi di concretizzazione del progetto però non sono ancora chiari. Stando alla nuova bozza, si conferma in primo luogo una nuova organizzazione per le Asl, aziende sanitarie locali, attualmente quindici in Lombardia. Le aziende dovrebbero fondersi in un’unica Ats, Agenzia di tutela per la salute, a sua volta suddivisa in sei articolazioni: Città metropolitana, Como-Varese-Monza, Lecco-Bergamo, Brescia-Cremona-Mantova, Lodi-Pavia e Valtellina-Valcamonica.
La realtà del territorio lariano andrebbe dunque a fondersi con quelle di Varese e Monza, anche se non è ancora chiaro cosa effettivamente rimarrebbe sul territorio. Una trasformazione radicale, che potrebbe avere ripercussioni significative anche sul progetto – tuttora bloccato – del trasferimento dell’azienda sanitaria in via Napoleona, in quella che dovrebbe essere la cittadella sanitaria di Como.
Più difficile da chiarire il futuro assetto dell’azienda ospedaliera Sant’Anna. Il nuovo testo della riforma sanitaria prevede che le attuali 29 aziende ospedaliere siano inglobate in nuovi organismi, le Asst, aziende sociosanitarie territoriali e aziende ospedaliere.
Complessivamente, in Lombardia dovrebbero essere 15 e ciascuna dovrebbe servire un bacino di circa 600mila abitanti. La provincia di Como, se questo fosse l’unico criterio, potrebbe di fatto restare “autonoma”, con una sua Asst che coprirebbe l’intero territorio lariano. Su questo punto però al momento non ci sono certezze.
La riforma prevede poi una nuova organizzazione per i medici di medicina generale, che dovranno riunirsi in Aggregazioni funzionali territoriali, con ambulatori che dovrebbero essere aperti 24 ore su 24. Rinnovato anche il ruolo dell’infermiere, che terrà i contatti tra medico di famiglia e ospedale per una maggiore integrazione tra strutture per acuti e territorio.
Anna Campaniello

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