Rifugi antiaerei, patrimonio  di Como.  Il ministero dei Beni culturali “promuove” due siti del capoluogo
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Rifugi antiaerei, patrimonio di Como. Il ministero dei Beni culturali “promuove” due siti del capoluogo

La Como romana, tornata sotto i riflettori dopo l’eccezionale ritrovamento di monete d’oro sotto il Cressoni. Ma anche la Como della Prima Guerra Mondiale, con una vasta rete di rifugi antiaerei che potrebbero essere valorizzati nell’ambito di un percorso culturale e storico dopo la decisione del ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac) di inserire altri due siti del capoluogo nell’elenco dei beni di interesse storico e artistico.
I rifugi di via Castel Baradello e di via Crispi, a Como, al termine di un percorso di valutazione, sono stati definiti di interesse storico e artistico dal Mibac.
Nell’ambito del “Federalismo culturale”, Palazzo Cernezzi ha ora la possibilità di chiedere al Demanio il trasferimento della proprietà delle strutture a costo zero, a fronte della presentazione di un progetto di valorizzazione che porti a far conoscere i siti storici. All’elenco potrebbe aggiungersi anche il rifugio tra piazza Vittoria e via Diaz. In questo caso, il Demanio ha finanziato un intervento per aprire un varco e rendere accessibile la struttura in modo che il ministero potesse inviare gli esperti per valutare l’effettivo interesse del sito. L’iter è ancora in corso ed è atteso un pronunciamento ufficiale.
Non è stato riconosciuto tra i siti di interesse storico invece il rifugio di via Nino Bixio. Palazzo Cernezzi, anche in questo caso avrebbe potuto riscattare a costo zero la struttura, chiedendo il passaggio di proprietà al demanio. La scelta dell’attuale amministrazione però è stata di rinunciare ad avere questo rifugio, che resta quindi un bene statale.
Per quanto riguarda via Castel Baradello e via Crispi, al Demanio non risulta ancora alcuna richiesta da Palazzo Cernezzi per avere la proprietà dei rifugi dopo la dichiarazione di interesse del Mibac. In caso di interesse, il Comune dovrebbe mettere a punto un progetto di valorizzazione e poi procedere con l’iter per avere la proprietà dei siti storici e inserirli in una rete di interesse culturale e turistico.

2 novembre 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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