Rifugiati in Valmulini, vertice in Questura: «No al blitz»

Nessun intervento di sgombero (almeno per il momento) e un costante monitoraggio della situazione con l’obiettivo dichiarato di evitare, se possibile, ogni azione di forza. Il caso Valmulini è stato discusso nelle ultime ore in un vertice in Questura cui hanno preso parte i dirigenti della polizia di Stato, i vertici dell’assessorato alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi e la direzione di Como Servizi Urbani (Csu), la società che gestisce i parcheggi di proprietà comunale.

La presenza, nei piani vuoti del gigantesco autosilo cittadino, di un numero imprecisato di senzatetto, era stata segnalata nei giorni scorsi in un reportage del “Corriere di Como”. La notizia aveva colto di sorpresa l’assessore Paolo Frisoni, informato da una relazione di Csu il giorno stesso in cui la notizia era apparsa sul nostro quotidiano. Anche la polizia locale era stata subito interessata del problema, pur avendo poteri in un certo senso limitati.

«In effetti – spiega il comandante dei vigili di Como, Donatello Ghezzo – abbiamo interagito subito con Questura e Prefettura per capire se fosse possibile fare qualcosa. Si è pensato assieme a Csu a una chiusura dell’accesso ai piani ma è una soluzione complessa sul piano tecnico». La polizia locale è rimasta quindi in attesa di disposizioni più precise. E qualcosa è emerso dal vertice in Questura. «Intanto, abbiamo capito che serve la massima prudenza – dice l’assessore Frisoni – Bisogna comprendere in prima battuta chi sono questi senzatetto e perché hanno scelto di rifugiarsi nell’auto – silo di Valmulini». Le cose cambiano, e molto, fa capire Frisoni, se davanti ci si trova immigrati irregolari o persone senza fissa dimora. «Sono tutti soggetti bisognosi di assistenza, ma l’intervento sarebbe di natura diversa. Una cosa è chiara: vogliamo agire in modo coordinato e senza fare alcun blitz».

In sostanza, l’assessore vorrebbe ripetere il modello già utilizzato quando alcuni senzatetto occuparono il Broletto. «Li abbiamo convinti ad abbandonare il sito senza usare la forza, è sempre la soluzione migliore». Al momento, «si parla di «7/8 persone – conclude Frisoni – si rifugiano in Valmulini di notte. L’importante è evitare che il problema da piccolo possa diventare grande».

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