Rigenerazione urbana: la sfida della Meci

Meci Lariofiere

Rigenerazione urbana e opportunità nel settore “Casa”, questo il tema centrale del salone dell’edilizia Meci, edizione 2019, in programma a Lariofiere di Erba da venerdì a domenica. La combinazione di questi due aspetti ha portato la Meci al Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, con un’anteprima alla stampa alla presenza dei rappresentanti di Ance Como, Ance Lecco – Sondrio, oltre a due ospiti d’eccezione, ovvero la “padrona di casa”, la professoressa Giuliana Iannaccone, architetto, responsabile del Laboratorio di recupero edilizio ed Efficienza energetica del Politecnico di Milano-Polo territoriale di Lecco e responsabile della Ricerca della Commissione edilizia sostenibile del Lombardy Energy Cleantech Cluster, e l’ingegnere Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it che ha presentato una relazione di cui abbiamo dato conto nelle pagine precedenti di questo inserto.
Il Polo territoriale di Lecco del Politecnico è un chiarissimo esempio di rigenerazione urbana di altissimo livello. Un’eccellenza della sponda manzoniana che stride se paragonata al capoluogo comasco, dove proprio il Politecnico, in assenza di un progetto di campus e di concreto sviluppo, ha chiuso il suo polo territoriale.
Da ex ospedale cittadino a centro di studio e ricerca, con laboratori di altissima qualità e studenti provenienti da tutto il mondo. Giuliana Iannaccone ha ricordato come il Politecnico sia collegato alle aziende del territorio. Da area di rinnovamento territoriale è diventato così un vero e proprio distretto di innovazione. Oggi l’Università conta 1.600 studenti, 200 dei quali ospitati nel Campus. Il 90% dei laureati nel Polo territoriale di Lecco trova lavoro due mesi dopo la discussione della tesi, un autentico record e la conferma della qualità dei corsi e della connessione tra università e mondo del lavoro.
Nel breve tour guidato tra i laboratori si respira già il futuro. Si passa dallo studio sulle correnti d’acqua, alla robotica, dal laser che separa le molecole del respiro umano per l’analisi biomedica agli innovativi materiali per fare i cappotti termici delle case.
Ma rigenerazione urbana significa anche fare fruttare il patrimonio edile, con la forma della locazione, che non viene ancora considerata una formula di investimento e di reddito diversificato, mentre viene percepita dal proprietario come rischiosa e non protetta.
I rappresentanti lariani dell’Ance hanno sottolineato come su tale punto debbano entrare in gioco anche i legislatori, favorendo quindi gli interventi di ammodernamento delle strutture esistenti, l’accesso al credito e tutelando anche i proprietari degli immobili.
Paolo Valassi, coordinatore della commissione Ret di Ance Lombardia, ha commentato come, nonostante i segnali di ripresa, i numeri della Cassa edile non siano ancora positivi. «Io ho appena assunto tre persone – ha detto – mi daranno del matto. Se pensiamo a quante erano le imprese del nostro settore dieci anni fa, oggi siamo il 50% in meno, ma non mancano anche segnali per guardare al futuro positivamente. La Meci ne è un chiaro esempio. Non solo resiste, ma fa il pieno di espositori. Sicuramente il mercato dell’affitto potrà essere un volano per il futuro. A Como e a Lecco abbiamo una qualità della vita e dell’ambiente uniche al mondo. Lecco e Como devono essere le boutique di Milano». Valassi ha anche ricordato l’appuntamento, alla Meci, con l’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, che presenterà la nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana. Oltre ai convegni sulla variante idraulica. «Meci – ha aggiunto Valassi – si è trasformata, creando un vero e proprio spazio di incontro e relazione tra aziende, associazioni e istituzioni».
Filippo Pontiggia, vicepresidente di Ance Como e coordinatore del tavolo di lavoro di Meci, ha spiegato come la fiera sia «un laboratorio trasversale della filiera, dove il tema della rigenerazione urbana convoglia il settore edile, le opportunità a livello di servizi al cittadino per l’incremento della qualità della vita e l’uso degli strumenti più innovativi, a partire dai big data, per individuare le nuove frontiere».
«Chi si vuole strutturare per il mercato delle locazioni – ha aggiunto Pontiggia – deve averne la possibilità. Oggi gli affitti non sono beni strumentali e questo genera la perdita dell’Iva. Se il mercato si sposta verso la locazione, servono le regole del gioco. Riguardo al rapporto con Milano, se prendessimo la mappa di Londra e la sovrapponessimo a Milano, vedremmo che comprenderebbe Como, Lecco e il Ticino. Serve una nuova visione urbanistica, perché la nostra idea dei campanili e dei comuni non rispecchia più lo sviluppo reale». Un discorso, quello dello stretto legame tra il territorio lariano e la Milano che corre, ripreso anche dal presidente di Ance Como, Francesco Molteni.
«Il mercato dell’abitazione si sta evolvendo, con il legislatore sempre costretto a rincorrere – ha detto Molteni – In altri Paesi europei i tempi per costruire sono molto più rapidi, noi invece rischiamo di arrivare sempre in ritardo sulle richieste del mercato. La rigenerazione urbana offre oggi una sfida per il recupero di spazi dall’abbandono. Ma anche in questo caso ogni Comune ha regole diverse. C’è chi chiede di pagare una seconda volta gli oneri di urbanizzazione nel caso di una rigenerazione. Un’assurdità. Oggi chi costruisce deve dare servizi, spazi verdi per la comunità. A Como ci sono aree ideali per la rigenerazione, ci sono i progetti ma serve anche la volontà politica perché si concretizzino» conclude il presidente Molteni.

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