Cronaca

Righe di carta e chilometri di asfalto

Parole in libertà
Se le righe scritte sulla carta si trasformassero in chilometri di asfalto, il nostro Paese sarebbe un’isola felice e avrebbe la più formidabile rete di infrastrutture di tutta Europa. Nemmeno la cancelliera di ferro, Angela Merkel, mobilitando la proverbiale efficienza teutonica, riuscirebbe a superare l’Italia in fatto di strade, autostrade, ponti, valichi, varianti, porti, aeroporti e quant’altro si possa immaginare.
Immaginare, appunto, perché qui in riva al Lario, come nel resto della Penisola, quando si parla di opere pubbliche c’è da mettersi le mani nei capelli.

 Perché di solito quando si inizia a scriverle sulla carta mancano i soldi per finanziarle interamente. La variante della Tremezzina ne è un esempio, così come il secondo lotto della Tangenziale di Como.

Quando poi si trovano i soldi, restano incagliati in qualche ricorso presentato da una o più delle parti in causa. La recente alluvione di Genova lo dimostra in maniera inequivocabile, oltre che tragica. E quando le ruspe accendono finalmente i motori, i lavori spesso si interrompono e i cantieri diventano infiniti. Basti citare, a questo proposito, il casi delle paratie a Como. Non sempre ovviamente è così. Il nuovo ospedale Sant’Anna, per esempio, è stato realizzato rispettando i tempi. Ma forse è l’eccezione che conferma la regola.

di Marcello Dubini

15 ottobre 2014

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