Cronaca

Rimborsi, Bianchi evita i pm. Pozzi: «Spiegherò tutto domani»

altPolitica e giustizia – Lunedì prossimo è fissata la convocazione per Arosio
Il leghista ieri non si è presentato in Procura per scelta del partito
Convocato ieri in Procura a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti rimborsi gonfiati dei consiglieri regionali, il leghista Dario Bianchi non si è presentato all’appuntamento. Come annunciato in precedenza, l’esponente del Carroccio ha deciso di seguire la linea difensiva adottata dal partito: non rispondere ad alcuna domanda. Comparirà invece domani, davanti ai pubblici ministeri, l’esponente lariano del Pdl, Giorgio Pozzi: «Non ho nulla da nascondere», dice.
Esploso poco prima di Natale, lo scandalo dei rimborsi per cene, spese telefoniche e acquisti tecnologici dei consiglieri di maggioranza del Pirellone è sfociato in un’inchiesta – coordinata dai pubblici ministeri di Milano Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D’Alessio – che vede iscritti nel registro degli indagati, accusati di peculato, 62 tra consiglieri ed ex consiglieri

regionali di Lega e Pdl.
Nell’indagine compaiono i nomi dei comaschi Gianluca Rinaldin e Giorgio Pozzi per il Pdl, Dario Bianchi ed Edgardo Arosio per il Carroccio. Tutti gli interessati hanno ricevuto un invito a comparire davanti ai magistrati milanesi.
Ieri era la volta del consigliere regionale della Lega Nord, Dario Bianchi. Come aveva annunciato già nel momento in cui ha ricevuto la convocazione, però, l’esponente del Carroccio non si è presentato davanti ai pm. «Il legale incaricato dalla Lega ha indicato questa linea difensiva – ribadisce Bianchi – Quindi non sono andato all’appuntamento in Procura a Milano».
A Dario Bianchi, come appare dagli atti dell’inchiesta, vengono contestati rimborsi per complessivi 27.302 euro, dei quali ben 19mila sono riferiti a pranzi e cene. Stando alle contestazioni, il leghista avrebbe chiesto, dal 2010 al 2012, 203 rimborsi per pranzi istituzionali, per un totale di 735 coperti. Sul fronte dei rimborsi telefonici, quelli di Bianchi sono tra i più bassi tra i consiglieri coinvolti e si fermano a 224 euro. «Mi sono sempre attenuto a farmi rimborsare spese che, secondo quanto mi hanno spiegato, potevano essere rimborsate – ha sempre ribadito Bianchi – Non ho nulla da rimproverarmi».
È pronto a comparire davanti ai pubblici ministeri, invece, l’ex consigliere regionale del Pdl Giorgio Pozzi, convocato per domani mattina.
«Non ho assolutamente nulla da nascondere e sono pronto quindi a presentarmi all’appuntamento – sottolinea Pozzi – Sarò accompagnato da un legale, ma solo perché questo è previsto dalle procedure. Non ho alcun problema a spiegare le spese che mi vengono contestate».
Complessivamente il conto di Pozzi che, secondo la Procura sarebbe ingiustificato, ammonta a 9.547 euro. «In due anni e mezzo mi contestano questa somma – dice lo stesso Pozzi – Vado con la massima tranquillità a rispondere alle domande, non ho nulla da nascondere. Di questa somma, circa 2.490 euro sono soldi spesi per il computer per la segretaria e circa 599 per il telefono, sempre per la segretaria, tutte spese per le quali è possibile avere un rimborso. Devo dunque “giustificare” poco più di 6mila euro e non sarà difficile farlo».
Nel dettaglio, a Giorgio Pozzi vengono contestati 27 pranzi con un totale di 106 coperti nel periodo 2011-2012, spesa totale al ristorante 5.721 euro. Si fermano a 210 euro invece i rimborsi telefonici.
Tornando alla Lega Nord, è convocato per lunedì prossimo l’altro esponente del Carroccio comasco coinvolto, l’ex consigliere regionale Edgardo Arosio, al quale la Procura di Milano contesta presunte spese pazze per 21.575 euro.
Nella prima fase degli interrogatori era stato convocato, invece, l’esponente del Pdl lariano Gianluca Rinaldin. Il consigliere regionale non si era però presentato all’appuntamento, precisando che il suo legale difensore non era disponibile e chiedendo la possibilità di fissare una nuova data.
A Rinaldin, i pubblici ministeri milanesi contestano spese per circa 122mila euro. Sul fronte dei banchetti, l’esponente del Pdl ha chiesto il rimborso per quasi 1.900 coperti suddivisi in ben 533 tra pranzi e cene.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il consigliere leghista Dario Bianchi
8 gennaio 2013

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