Cronaca

Rimborsi facili, chiesto il processo per 4 comaschi

1a-pirelloneSono due consiglieri regionali in carica di Lega e Pd e due esponenti di Forza Italia Dario Bianchi: «Sono tranquillo». Luca Gaffuri: «Fiducia nel giudizio del gup»
(da.c.) La Procura di Milano ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 64 consiglieri ed ex consiglieri regionali della Lombardia. Quasi tutti sono accusati di peculato per aver utilizzato in modo improprio i contributi stanziati dal Pirellone per l’attività dei gruppi politici (l’ex presidente del consiglio regionale Davide Boni e l’ex capogruppo della Lega, Stefano Galli, sono stati indagati pure per truffa). La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche 4 comaschi:

Dario Bianchi (Lega Nord) e Luca Gaffuri (Partito Democratico), tuttora in carica; Gianluca Rinaldin (Forza Italia) e Giorgio Pozzi (Forza Italia), usciti dal consiglio regionale ormai alcuni anni fa.
Al procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo – che ha firmato la richiesta assieme ai sostituti Paolo Filippini e Antonio D’Alessio – sono servite 638 pagine per motivare le ragioni di un possibile giudizio destinato a fare comunque rumore. La tesi della Procura, contrastata sin dall’inizio dai consiglieri indagati, è che le spese – conteggiate e rimborsate sulla base di una norma risalente a oltre 40 anni fa – fossero «estranee all’esercizio delle funzioni istituzionali e non funzionali all’espletamento del mandato» di consigliere regionale.
Motivo per cui, a detta dei magistrati, si configurerebbe addirittura il reato di peculato, per il quale è prevista una pena massima di 10 anni di carcere, oltre ovviamente alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ai 64 esponenti della politica regionale la Procura contesta anche la continuazione del reato che sarebbe stato commesso per più anni.
Ai quattro comaschi accusati dai pm di Milano di aver sfruttato il proprio ruolo di pubblico ufficiale per ottenere illeciti profitti sono contestate cifre e spese assai differenti.
Secondo il pool milanese, il consigliere leghista Dario Bianchi si sarebbe appropriato indebitamente di 19.409,20 euro, rimborsati dietro presentazione di ricevute e scontrini fiscali (si tratta infatti esclusivamente di conti per pranzi e cene). Luca Gaffuri (Pd) avrebbe invece ottenuto 10.360,50 euro di rimborsi, sempre per pranzi, cene e un paio di pernottamenti fuori sede. All’ex assessore ed ex consigliere Giorgio Pozzi (Forza Italia) vengono contestate spese al ristorante per 5.855,10 euro. Gianluca Rinaldin, infine, anch’egli eletto per due volte nel partito di Silvio Berlusconi, si trova a dover rispondere di rimborsi pari a 81.357,39 euro.
Anche in questo caso, gli scontrini sono riferiti a pasti consumati al ristorante. Non mancano però ricariche telefoniche, un abbonamento semestrale a Sky e l’acquisto di un iPad.
«Sono sempre rimasto nei limiti che mi erano stati indicati dal gruppo – ha detto ieri Bianchi – e l’ho ripetuto anche ai magistrati. Per questo sono e resto tranquillo».
Secondo Luca Gaffuri, «le contestazioni restano le stesse della fase d’indagine. Noi riteniamo di esserci comportati in modo corretto e aspettiamo con fiducia il giudizio del gup».

 
30 Ottobre 2014

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