Rimborsi irregolari al Pirellone: chiuse le indagini per quattro lariani

1regionelom

L’inchiesta sul Pirellone

(a.cam.) La Procura di Milano ha chiuso le indagini sui presunti rimborsi gonfiati o irregolari dei consiglieri regionali della Lombardia. 
Si tratta di 65 politici di diversi schieramenti coinvolti nell’inchiesta.
L’ipotesi di reato, per tutti, è peculato e nell’elenco degli esponenti di maggioranza e opposizione compaiono anche quattro consiglieri regionali comaschi eletti nell’ultimo mandato del presidente Roberto Formigoni. 

Si tratta di Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin del Pdl, Dario Bianchi della Lega Nord e Luca Gaffuri del Pd. 

Archiviata invece la posizione di 33 rappresentanti del Pirellone, tra i quali il leghista canturino Edgardo Arosio.
In queste ore, i legali delle persone coinvolte nell’inchiesta dovrebbero ricevere l’avviso di chiusura delle indagini. 
Gli interessati avranno poi venti giorni di tempo per chiedere eventualmente di essere ascoltati dalla Procura di Milano. 
Gli inquirenti hanno passato al setaccio le spese per le quali gli esponenti politici di ogni schieramento hanno chiesto il rimborso. 
Nell’elenco sono comparse spese “sospette” soprattutto per pranzi e cene, ma anche per l’acquisto di materiale informatico e apparecchiature tecnologiche, libri, cancelleria e gadget difficilmente riconducibili all’attività politica.
Il caso era esploso alla fine del 2012 e ora si è arrivati alla chiusura delle indagini. I soldi pubblici che sono stati spesi illecitamente ammontano complessivamente, secondo l’inchiesta della Procura di Milano, a 3,4 milioni di euro. 
L’accusa di peculato riguarda i rimborsi ottenuti dai politici per «spese estranee all’espletamento del mandato».

 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.