Rimpasto in Regione, Como sempre fuori. Gli ultimi assessori restano Pozzi e Albertoni

Formigoni taglia anche Cattaneo e Bresciani che avevano lavorato per il territorio
Gli ultimi assessori regionali comaschi sono destinati a rimanere Giorgio Pozzi e Ettore Adalberto Albertoni, che hanno terminato il loro mandato tra il 2005 e il 2006. Neanche nell’ultimo rimpasto il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, promuove infatti un comasco a componente di quello che è destinato ad essere il suo ultimo esecutivo.
L’alba della nuova giunta Formigoni è spuntata decisamente presto. Ieri mattina, infatti, il governatore della Lombardia ha iniziato
di buon ora con le anticipazioni sulla nuova squadra.
«Ho formato il nuovo team e, come promesso, vi do alcune indicazioni: assessore alla Sanità, professore Mario Melazzini», ha postato Formigoni su Twitter. E poi «assessore alle Infrastrutture e Mobilità, professor Andrea Gilardoni. Il vicepresidente sarà Andrea Gibelli della Lega Nord». Due tecnici e un leghista.
Così le prime indiscrezioni che poi si sono completate con la presentazione, nel primo pomeriggio, dei nuovi nomi. Nessun comasco nell’elenco.
Ecco i nomi: Protezione civile e casa è stato nominato assessore il generale Nazzareno Giovannelli; Carolina Elena Pellegrini, assessore alla Famiglia; Ambiente e reti a Leonardo Salvemini; al Turismo Giovanni Bozzetti (Pdl); all’Agricoltura Giuseppe Elias e allo Sport Filippo Grassia. Valentina Aprea (Pdl) è stata confermata assessore all’Occupazione, politiche del lavoro, istruzione, formazione e cultura. Rimane anche Romano Colozzi (Pdl) che mantiene l’assessorato al Bilancio. Quindi tre esponenti del Pdl, un leghista e poi via libera ai tecnici. Tutti i nuovi membri della giunta della Lombardia hanno firmato l’accettazione dell’incarico.
Scendono invece da quattro a due i sottosegretari: Paolo Alli è sottosegretario alla presidenza, mentre l’ex magistrato Giuseppe Grechi assume le deleghe sulla trasparenza. E se non vi è traccia di comaschi tra i nominati, spicca l’esclusione di due assessori che in passato si sono spesso battuti in prima persona per il territorio lariano. A partire da Luigi Bresciani (Lega Nord), sostituito da Mario Melazzini (classe ’58), diventato primario a soli 39 anni, è stato negli ultimi anni il simbolo della battaglia in Italia contro la Sclerosi laterale amiotrofica, ed è tra i maggiori sostenitori e artefici della Fondazione Borgonovo. Andrea Gilardoni, invece, è docente all’università Bocconi di Milano e si occupa da anni di analisi delle politiche e del management pubblico. Subentra a Raffaele Cattaneo spesso attivo in provincia di Como come accaduto anche pochi giorni fa quando ha partecipato all’inaugurazione della galleria della Valsolda.
«Sono molto soddisfatto di aver trovato una così ampia disponibilità. Si tratta di elementi con titoli conquistati sul campo che ne certificano le doti», ha dichiarato a caldo il presidente Roberto Formigoni prima di presiedere la riunione inaugurale della nuova giunta. Immediate sono arrivate le prime reazioni.
«Incontaminati siamo entrati in giunta e così ne usciamo – ha detto il cardiochirurgo Luciano Bresciani nel suo messaggio di saluto – Intendiamo distinguerci da chi potrebbe non esserlo». I saluti si sono tinti di una nota polemica.
«Che la giunta sia politica oppure tecnica, Pdl e Lega non riescono mai a promuovere nemmeno un comasco» ha detto il capogruppo del Pd in Regione, Luca Gaffuri, a commento della presentazione della nuova giunta regionale. Decisamente insoddisfatto il vicesegretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri (ieri in città) che così commenta il rimpasto: «Mi fa sorridere questa manovra. Siamo alle comiche finali. Bisogna andare subito al voto, chiudiamo il prima possibile questa esperienza – dice Alfieri – Non è possibile tenere la Lombardia in uno stato di agonia così a lungo».
E, nel weekend, dai gazebo della Lega Nord, disseminati in tutta la regione dove si sono espresse le preferenze, sono spuntate indicazioni precise sulle primarie per il prossimo governatore della Regione Lombardia. A scrutini quasi ultimati è emerso come Roberto Maroni abbai ottenuto l’86% dei consensi, seguito da Matteo Salvini e Dario Galli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Al lavoro. La prima seduta della nuova Giunta regionale della Lombardia. Tra i neonominati dal governatore Roberto Formigoni non c’è neppure un comasco, così come era successo nel 2005 e nel 2010, rimpasti compresi

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