Riparliamo del Museo della Luce

L’intervento
Propongo alcune riflessioni sul Museo della Luce previsto nel programma del sindaco Mario Lucini e che dovrebbe essere realizzato a Como per onorare Volta. Anche se non di immediata realizzazione, si potrebbe partire cercando di definirne il taglio.
Il progresso scientifico procede lungo due binari. Il primo: natura e luce. La fisica e le osservazioni fatte dai satelliti confermano che la prima luce dell’universo è stata emessa 380mila anni dopo il Big Bang, cioè circa 13,82 miliardi di anni fa. Poi sono nate stelle, galassie, Sole, sistemi planetari, comete…
Secondo binario: luce e uomo. All’inizio l’uomo vedeva il Sole, le stelle e poi le comete, ma anche altri fenomeni naturali: fulmini, aurore boreali, sole rosso al tramonto, cielo azzurro, arcobaleno. L’uomo ha cercato di “impossessarsi” della luce: il fuoco, le lampade, le candele, fino alla scienza che ha portato a Volta, alla lampadina di Edison e alle successive, a generatori di corrente, raggi catodi, laser, led, touch screen, fibre ottiche e tutte le altre applicazioni. E non ci si fermerà certo qui. Credo che ci sia solo l’imbarazzo della scelta e che avremmo anche un museo vivo, da aggiornare con i progressi tecnologici futuri.

Angelo Mambretti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.