Risarcimento danni chiesto al suocero di Arrighi. Sentenza non prima del 2015

La causa civile contro Emanuele La Rosa

Prove acquisite e udienza rinviata per la precisazione delle conclusioni addirittura al 13 novembre 2014, tra un anno. La sentenza non arriverà dunque prima della primavera-estate del 2015. Stiamo parlando della travagliata vicenda della richiesta di risarcimento danni (causa civile) avanzata dai familiari di Giacomo Brambilla (vittima della mano omicida di Alberto Arrighi) al suocero del killer, Emanuele La Rosa, uscito dalla vicenda penale con un patteggiamento a 3 anni e 5 mesi ma senza sborsare

un solo euro di risarcimento. L’uomo però aiutò concretamente Arrighi a fare scempio del cadavere della vittima, collaborò a nasconderne la testa nel forno della pizzeria di famiglia a Senna Comasco. I parenti di Brambilla chiedono 300mila euro complessivi per risarcire la moglie, il figlio, il fratello e la madre di Giacomo. Ricordiamo che La Rosa, una volta che la sentenza è diventata definitiva, non è nemmeno tornato in carcere ma sta scontando il residuo di pena – 2 anni e 11 mesi – in affidamento ai servizi sociali.

M. Pv.

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