Rischio inceppamento all’Ospedale Sant’Anna: «Pressione fortissima sul pronto soccorso»

l pronto soccorso del Sant'Anna

© | . . Il pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Anna

Duecento pazienti al giorno, con una crescita del 30% dei “codici rossi” (ovvero, persone in pericolo di vita), e del 10% dei “codici gialli” (malati in condizioni serie). «Il pronto soccorso del Sant’Anna, e di conseguenza tutto l’ospedale, sta lavorando sempre di più – dice il direttore sanitario Giuseppe Brazzoli – È evidente che qualcosa si sta inceppando. Credo che siano necessari ragionamenti più ampi, a livello provinciale e regionale».
La Giornata mondiale del malato, celebrata ieri, ha permesso di fare una riflessione alla luce della situazione di emergenza vissuta nelle recenti festività natalizie, con i pronto soccorso degli ospedali presi d’assalto da un numero record di pazienti.
Una situazione limite, che si inserisce però in un quadro nel complesso preoccupante.
«Nel 2014, gli accessi al pronto soccorso del Sant’Anna sono aumentati del 4% rispetto al 2013, superando quota 72mila – dice Brazzoli – E i pazienti sono aumentati anche nei reparti di emergenza di Cantù (+3%), e di Menaggio (+7%). In forte crescita, poi, i casi di persone in pericolo di vita o, comunque, in situazione grave. Il pronto soccorso sopporta una pressione fortissima, che si ripercuote poi sui reparti. Questi devono riuscire a farsi carico dei malati per evitare che restino troppo a lungo negli stessi pronto soccorso».
Trovare una soluzione è una necessità. «C’è chiaramente qualcosa che deve essere compreso e studiato – dice il direttore sanitario di via Ravona – I nostri ospedali stanno lavorando sempre di più ed è un problema. La questione, poi, non riguarda soltanto il Sant’Anna ma l’intero sistema, ed è quindi auspicabile un ragionamento a livello superiore per affrontare la situazione».
Tornando ai numeri, nel 2014 il Sant’Anna ha registrato un lieve calo dei ricoveri ordinari di tipo chirurgico, «per lo spostamento di alcune attività nell’ambito ambulatoriale e per una riduzione delle sedute operatorie per carenze di personale. Gli interventi in emergenza-urgenza sono aumentati però del 9% – precisano ancora i vertici dell’azienda ospedaliera – Questo è un evidente segnale della complessità della casistica e del ruolo di riferimento per i casi complessi e urgenti che il presidio di San Fermo della Battaglia ha assunto».
Le prestazioni ambulatoriali cono aumentate nel 2014 del 3% rispetto all’anno precedente.
La crescita più significativa riguarda la radiologia (+11%), il laboratorio di analisi (+4%), la dialisi (+1%), e l’oncologia, che ha toccato un +17%.
I bambini nati hanno sfiorato quota 2mila, con 1.976 lieti eventi, 12 in più rispetto al 2013.
In crescita la richiesta del servizio di partoanalgesia. Il numero di partorienti che ha scelto questa procedura è progressivamente cresciuto nel tempo, passando dal 18% dei parti naturali del 2012 al 31% del 2013, per arrivare al 35% del 2014.
Anna Campaniello

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