Risorse scarse, individualismi e interesse collettivo

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Un motociclista sbatte contro uno spartitraffico e si fa male, colpa del sindaco o magari in quel punto bisognava essere più prudenti? Un utente inciampa in un gradino di un ufficio pubblico, lo stesso era poco visibile? Risarcimento dovuto o, come ci hanno sempre detto i nostri genitori, “guarda dove metti i piedi”? Il tema, avete capito, è quello della responsabilità individuale, verso se stessi prima di tutto. Insomma, siamo noi che dobbiamo prima di ogni altro avere cura di noi stessi o è sempre lo Stato-papà (anzi, patrigno) che ci deve accompagnare e curare dalla culla alla tomba, dal pannolino al pannolone, passando dall’istruzione, la salute, la pensione, il funerale?

Si sposano due visioni non del tutto inconciliabili, una statalista e l’ altra liberale. Per come è attualmente concepito lo Stato, che mi trattiene, tra imposte dirette ed indirette, quasi il 70% di quello che guadagno, è chiaro che allora a quel punto mi deve dare tutto in cambio, lasciandomi, per quel 30% che mi resta, giusto la scelta se andare al mare o in montagna e di che colore mettermi la maglietta.

Ma caliamoci nel mondo sanitario, dove gli esempi sono più stringenti, perché tra non molto, e l’abbiamo scritto allo sfinimento, non ci saranno  più risorse per tutto a tutti e dovranno essere operate delle scelte. Appunto, il mondo anglosassone ha deciso che certi comportamenti irresponsabili non possono (sempre) essere curati, oppure altri per evidenti motivi etici vengono trattati salvo poi mandare il conto.

Esempi pratici: hai un incidente mentre alla guida usi lo smartphone? Ti salvo, ti curo e poi di mando il conto. È molto “figo” smanettare lo scooter con il casco slacciato (vedere anche alla pagina pizza-man). Cadi e ti fai male? Ti soccorro, ma paghi tu. Fumi, pippi, stramangi e strabevi e ti massacri cuore, cervello, polmoni e fegato? Prepara la carta di credito.

È utile sapere che nella democratica Gran Bretagna, non in qualche nazione dittatoriale, chi beve alcoolici in attesa di trapianto di fegato va in coda alla lista o viene cancellato dalla stessa.

Il famoso articolo 32 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…” . Noi abbiamo sempre cavalcato la prima parte nel “nostro” diritto, ma chissenefrega  dell’“Interesse della collettività”. Ecco, forse è venuto il tempo di farlo, se vogliamo ancora avere un Sistema Sanitario Nazionale sostenibile. Quindi, cari cittadini, un po’ di attenzione ai nostri corpi e a che cosa li circonda.

Certo, ci sono anche colpe di altri, sciatteria, cattiva manutenzione, assurdità nel posizionamento di segnali stradali, inviti seduttivi alle dipendenze e tutto quello che vediamo ogni giorno. È quindi sicuramente vero ed opportuno che lo Stato debba avere cura dei propri cittadini, ma innanzitutto ricordiamo che siamo  noi i primi artefici dei nostri destini.

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