Ristorni fiscali congelati. Berna “sgrida” Bellinzona

Lettera del ministro delle Finanze
Si muove qualcosa nella complessa vicenda dei ristorni dei frontalieri “congelati” alla fine dello scorso mese di giugno dal Consiglio di Stato di Bellinzona. Un passo ufficiale è stato compiuto dal governo di Berna per sollecitare lo sblocco dei 28,5 milioni di franchi tuttora depositati in un conto vincolato della Banca del Cantone di lingua italiana.
Il ministro delle Finanze della Confederazione, Eveline Widmer-Schlumpf, ha scritto al governo ticinese chiedendo espressamente di svincolare

i ristorni e di versare gli stessi immediatamente allo Stato italiano.
La lettera di Eveline Widmer-Schlumpf è stata inviata pochi giorni fa ma la notizia è trapelata soltanto nelle ultime ore.
Il consigliere federale ha intimato esplicitamente il versamento dei ristorni dovuti ai Comuni italiani di frontiera. A sostegno della richiesta dell’esponente del governo rossocrociato vi sarebbe la delicatezza dei negoziati avviati con Roma sulla doppia imposizione e sull’inclusione della Svizzera nella cosiddetta black list, elemento che ostacola gli scambi commerciali tra aziende svizzere e italiane.
Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni giornalistiche, il Consiglio di Stato ticinese avrebbe dovuto discutere ieri della questione. L’esecutivo di Bellinzona sembrava deciso a revocare il blocco di fine giugno, preso, tra l’altro, a maggioranza (con il sì della Lega e dei Popolari Democratici) e con il voto contrario del ministro dell’Economia, la liberale radicale Laura Sadis.
In realtà, così come confermato dal comunicato ufficiale divulgato nel tardo pomeriggio dall’ufficio stampa, il governo ticinese non ha assunto ieri alcuna deliberazione in proposito.

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